N. 16/01 DETERMINANTS OF FDI INFLOWS IN EUROPE: THE ROLE OF THE INSTITUTIONAL CONTEXT AND ITALY'S RELATIVE POSITION

by Roberta De Santis and Claudio Vicarelli

Sintesi

In tutto il mondo i flussi di investimenti diretti esteri (IDE) hanno mostrato, negli ultimi venti anni, notevoli incrementi, dando un ulteriore impulso al processo di internazionalizzazione produttiva e di globalizzazione.

Le nazioni industrializzate rappresentano sia la maggiore fonte sia la principale destinazione di tali flussi. Nel 1999, i paesi OCSE hanno registrato il 92% degli IDE mondiali in uscita e il 74% di quelli in entrata. Nell’ambito del processo di internazionalizzazione produttiva, l’Italia si trova in una posizione di ritardo; nella misura in cui gli IDE contribuisco al processo di accumulazione delle economie, tale ritardo appare allarmante per le implicazioni in termini di crescita.

Questo lavoro esamina la posizione di svantaggio relativo dell’Italia con particolare riferimento alle determinanti delle scelte di localizzazione internazionale delle imprese. L’analisi empirica identifica quali siano, per l’insieme delle maggiori economie industrializzate, i principali elementi in grado di attrarre gli IDE. In seguito, si confronta la dotazione dell’Italia di tali fattori con quella degli altri paesi appartenenti all’area europea.

Le stime confermano i risultati dell’analisi descrittiva: la capacità dei attrazione degli IDE dell’Italia è inferiore a quella degli altri paesi europei. In particolare, emerge uno svantaggio specifico dell’Italia legato al peso eccessivo degli oneri fiscali a carico dei datori di lavoro, alla presenza di vincoli burocratici e al livello inadeguato della spesa in ricerca e sviluppo.

Allo scopo di ridurre questo gap con i suoi principali competitori europei, l’Italia dovrebbe, quindi, implementare quelle condizioni di ambiente in grado di determinare le scelte di localizzazione, con particolare riguardo al "contesto istituzionale".

Sulla base di queste considerazioni emerge che appropriate scelte di politica economica atte a creare un contesto istituzionale più adeguato per gli investitori internazionali potrebbero rafforzare la capacità di attrazione dell’Italia in termini di Ide e, tramite il processo di accumulazione, la sua performance economica.