N. 2/99 ECONOMIA E POLITICA DEL PATRIMONIO CULTURALE PUBBLICO: ALCUNE RIFLESSIONI SULLA SUA VALUTAZIONE

 

di Francesco Forte e Michela Mantovani

 

SINTESI

 

Il saggio, considerata la vastità del patrimonio museale italiano ed i problemi che ciò comporta per la sua conservazione, fruizione da parte del pubblico e valorizzazione, si sofferma sulla tematica delle valutazioni economiche, con particolare riguardo all’arte visiva. Presenta, a questo fine, quale griglia per le stime degli esperti, da effettuare con il soccorso di 0elaborazioni statistiche, una matrice dell’arte, con quattro caselle, articolate in sotto caselle,  simile a quella di Boston, ma riferita ai valori patrimoniali, distinguendo valori alti e bassi, con alta e bassa variabilità. Considera poi la dinamica dei prezzi medi degli olii su tela sui mercati delle aste mondiali, nel decennio 87-96, in potere d’acquisto costante, rilevando che quelli dei paesi liberisti nell’arte sono circa doppi e più fluttuanti di quelli dei paesi vincolisti nell’arte, che sono generalmente i paesi europei continentali che vantano i maggiori tesori artistici. I dipinti piccoli, nella media globale, valgono la metà dei medi e questi due terzi dei grandi. Vengono poi analizzati i cicli dell’arte per l’informale e per l’espressionismo, nelle varie aree, rilevando la somiglianza dei loro profili temporali. Con riguardo al mercato mondiale degli olii su tela, si rileva una accentuata relazione con la dinamica del PIL, il tasso di inflazione e gli indici di borsa, più accentuata per i paesi “liberisti nell’arte”, ma molto notevole anche per i “vincolisti”. Vien considerato, con l’esempio dei futuristi, l’influsso dell’evolversi dei fattori socio-culturali; e, con riferimento a Canaletto, in confronto a Piazzetta, l’influsso del fattore dell’informazione. Il saggio si chiude con l’avvertenza che i valori statistici vanno depurati dai lemons.