Amazon a CES: meno pitching, più ascolto nelle strategie pubblicitarie

CES, la kermesse tecnologica di inizio anno, è ormai un appuntamento imprescindibile anche per l’industria pubblicitaria. In un contesto dove le grandi agenzie e i chief marketing officer si aspettano presentazioni e pitch aggressivi, Amazon sorprende adottando invece un approccio controcorrente: meno pitching, più ascolto. Questa strategia non nasce dal desiderio di distinguersi, ma da una precisa scelta di metodo.

Amazon non vede il CES solo come una vetrina per vendere, ma come un’occasione preziosa per capire quanto le priorità di agenzie e inserzionisti coincidano con le proprie strategie annuali. L’ascolto attivo consente al colosso di Seattle di individuare eventuali discrepanze tra domanda e offerta, lasciando spazio a correzioni in corso d’opera. Lo scorso anno, per esempio, Amazon ha rilevato tra i marketer un forte interesse nei dati di performance e nei segnali di loop chiuso. Tuttavia, l’utilizzo risultava limitato dalla struttura dei budget pubblicitari, vincolati in anticipo su singoli publisher e suddivisi su molteplici sistemi poco gestibili.

La risposta di Amazon? Sviluppare strumenti capaci di salvaguardare le intese pre-esistenti, ma al contempo di centralizzare e ottimizzare la gestione dei budget tramite i propri sistemi. Così, la multinazionale si posiziona come l’intelligenza strategica dietro tutte le fasi di pianificazione e misurazione, consolidando la sua influenza in un mercato sempre più complesso.

Questa capacità di ascoltare il mercato prima di agire, e di intervenire con soluzioni su misura, potrebbe diventare un benchmark anche per altri player del settore. In un’epoca in cui il valore dati, velocità e coordinamento hanno assunto un ruolo centrale, l’approccio dialogico di Amazon segna una vera evoluzione nelle dinamiche tra partner tecnologici e pubblicitari.

Fonte: digiday.com

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