Big Tech: le multe non fanno paura alle grandi aziende tecnologiche

Nella nuova stagione degli utili, i colossi del Big Tech come Alphabet, Amazon, Apple e Meta sono pronti a rivelare le proprie strategie per un futuro dominato dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, un aspetto su cui gli investitori e i regolatori stanno puntando gli occhi è la reale incidenza delle sanzioni economiche inflitte nel tempo alle grandi aziende tecnologiche: antitrust e privacy, per esempio, producono multe milionarie, ma il loro impatto è tutt’altro che devastante.

Nonostante il clamore mediatico attorno a multe che superano i 7 miliardi di dollari previsti per il 2025, le mega-corporation potrebbero saldare tali importi in meno di un mese grazie alla loro potenza di fuoco finanziaria. Questa sproporzione evidenzia come le sanzioni, davanti a bilanci stratosferici e capacità di generazione di cassa senza precedenti, si rivelino strumenti di deterrenza assai limitati per guidare le scelte strategiche delle Big Tech.

La vera questione, dunque, è se i regolatori riusciranno a trovare modalità più incisive per responsabilizzare le aziende. Al momento, multe e sanzioni sembrano più parte di un racconto di accountability e posizionamento competitivo, utilizzato dalle stesse Big Tech per rafforzare la propria narrazione di soggetti sotto costante controllo, senza però intaccare davvero il loro predominio. Tocca ora alla politica e alle authority studiare strumenti più innovativi per tutelare efficacemente la concorrenza e i cittadini nell’era digitale.

Fonte: Digiday

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