CES 2026: Il marketing pubblicitario tra attesa, flessibilità e nuove sfide
Il Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas si riconferma nel 2026 il palcoscenico privilegiato dell’innovazione tecnologica, ma quest’anno il settore pubblicitario ha scelto un profilo basso, più riflessivo che celebrativo. L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e le demo spettacolari non hanno nascosto un sentimento diffuso di attesa: il mercato degli investimenti pubblicitari si muove ancora in modalità di cautela, segnando un passo meno ispirato rispetto alle passate edizioni del CES.
Nel quarto trimestre del 2025 si sono registrati risultati meno cupi del temuto, ma tutt’altro che sufficienti a ristabilire le vecchie certezze del mondo adv. I budget rimangono stringati, la richiesta di flessibilità supera ancora di gran lunga le scelte vincolanti e i flussi pubblicitari dalle piattaforme lineari continuano a migrare verso la Connected TV, il retail media e realtà capaci di offrire dati granulari sull’audience. L’automazione, stessa, un tempo narrata come la soluzione definitiva, si scontra oggi con una maggiore severità e con il pragmatismo richiesto dai CFO, sempre più protagonisti nelle logiche di investimento dei brand.
Questi segnali dipingono un 2026 di transizione, dove l’innovazione tecnologica corre ma la fiducia degli inserzionisti tarda a trasformarsi in crescita sostenuta. Per chi opera in marketing, oggi più che mai, diventa fondamentale continuare a monitorare i trend di investimento e sperimentare nuovi modelli, mantenendo però una visione critica rispetto alle promesse troppo facili dell’automazione. La nuova partita si giocherà sull’equilibrio tra dati, controllo e creatività.
Fonte: Digiday
