Assegno Circolare Postale: Come Funziona, richiederlo e compilarlo

L’assegno è uno degli strumenti di pagamento tracciabili presenti sul mercato. In un contesto economico in cui gli organi competenti tendono a cercare di tenere sotto la lotta all’evasione fiscale è fondamentale trovare strumenti alternativi al denaro contante.

Considerando che, la normativa italiana è frequentemente in evoluzione e che spesso vengono modificati i limiti per il pagamento in contanti, l’assegno viene identificato un valido ed utile strumento alternativo alla moneta corrente.

Questo strumento finanziario non è altro che un ordine di pagamento la cui origine è molto antica la cui diffusione è avvenuta, per poi rapidamente espandersi in tutto il territorio, in toscana nel ‘300. Comunemente si è soliti distinguere tra due categorie:

  • assegno bancario;
  • assegno circolare.

L’assegno bancario è noto come un titolo di credito tramite il quale il possessore di un conto corrente bancario o postale ordina la proprio istituto di pagare per suo nome e conto ad una terza persona una cifra ben definita indicata nel titolo.

Presupposti dell’assegno bancario sono l’esistenza di un conto corrente su cui è già depositata la somma di denaro necessaria alla sua copertura denominata in gergo bancario rapporto di provvista e l’autorizzazione da parte della banca ad emettere assegni denominata la convenzione di assegno.

L’assegno circolare differentemente dal bancario non necessitano dell’esistenza di un’apertura di conto corrente ma sono dei titoli all’ordine emessi da un istituto di credito a seguito di deposito dell’importo trascritto sul titolo presso lo stesso istituto.

Sono definiti titoli all’ordine in quanto possono essere pagati a vista presso qualsiasi filiale, agenzia o succursale della banca che lo ha emesso. Per poterlo riscuotere sarà necessario presentare il proprio documento di riconoscimento. All’interno degli assegni bancari possiamo effettuare un’ulteriore classificazione.

La più comune distingue:

  1. assegni non trasferibili definiti tali tutti quei titoli di credito che non possono essere girati ossia trasferiti da parte del beneficiario a terze persone ad eccezione dell’istituto di credito. La dicitura non trasferibile è apposta su tutti gli assegni in modalità prestampata a garanzia che la somma venga effettivamente riscossa dal beneficiario. Negli anni passati era pratica comune apporre la girata sugli assegni bancari utilizzando lo stesso effettivamente come sostituzione del denaro corrente;
  2. assegni postdatati, vietati dalla normativa, sui quali si appone una data di emissione posticipata rispetto a quella reale. Un modo per guadagnare del tempo e garantire la presenza dell’effettiva copertura sul conto corrente.

Nel gergo finanziario erano presenti ulteriori classificazioni che oramai sono andate in disuso tra queste troviamo l’assegno in bianco sul quale non veniva compilato nè il beneficiario nè tanto meno l’importo dell’assegno. Questa tipologia è vietata al pari dell’assegno post datato ma risulta essere punita severamente sia nei confronti di chi lo emette che di chi lo riceve.

In caso di emissione di un assegno è infatti fondamentale ,in via prudenziale, procedere con la compilazione dello stesso in tutte le sue parti. Il rischio maggiore è rappresentato per chi lo emette. Potrebbe infatti , a seguito di mancata copertura, essere segnalato ed andare protestato con tutte le conseguenze del caso.

Per cui meglio non correre rischi. L’assegno in bianco viene considerato a tutti gli effetti equiparato alla cambiale e colui che lo accetta come modalità di pagamento è considerato solidalmente responsabile con il debitore per l’imposta di bollo evasa e per le sanzioni amministrative.

Assegno circolare postale

L’assegno circolare è un titolo di credito che sostituisce assolutamente il trasferimento di denaro contante in quanto è a tutti gli effetti un titolo a vista pagabile su richiesta da parte dell’istituto bancario o postale.

Negli ultimi anni gli assegni emessi da Poste Italiane sono sempre più presenti sul mercato italiano. Il gruppo si sta pian piano facendo spazio diventando da un punto di vista concorrenziale una valida alternativa ai classici istituti di credito.

Rispetto ad un assegno circolare emesso da una banca quello postale non ha nessuna particolare differenza. Dal canto suo però Poste Italiane, grazie ai nuovi servizi finanziari che offre sul mercato, ha un’importante vantaggio rappresentato dalla presenza capillare di circa 14000 sportelli su tutto il territorio italiano che porterà dei grandi vantaggi per l’interno gruppo.

Quali sono gli elementi dell’assegno circolare postale ?

I dati che necessariamente devono essere presenti su un assegno per essere definito circolare sono:

  • denominazione di assegno circolare;
  • indicazione di Poste Italiane che emette l’assegno;
  • l’impegno a pagare l’importo a vista;
  • l’indicazione del beneficiario;
  • l’importo da pagare;
  • la data ed il luogo di emissione;
  • la firma del cassiere.

A questi vanno aggiunti degli elementi accessori quali il numero di serie, i dati per la lettura magnetica, il numero di controllo e l’indicazione dell’importo massimo ammesso per l’emissione.

Come richiedere l’assegno circolare postale ?

L’assegno circolare postale è denominato anche assegno vidimato. Affinché ci sia la sua emissione è necessario presentarsi presso qualsiasi ufficio postale muniti del documento di riconoscimento in corso di validità portando con se la copertura monetaria da trasformare in titolo di credito.

Naturalmente per sua completezza sarà necessario dare il nominativo del beneficiario, la somma da ordinare in pagamento e verificare che l’importo scritto in cifre corrisponda a quello con quello riportato in lettere e deve essere sottoscritto dal funzionario che lo emette e dal debitore.

La firma del funzionario che emette il titolo risulta essere di fondamentale importanza ed obbligatoria in quanto in questo modo le Poste si assumono l’obbligo di pagare a vista l’importo riportato nell’assegno e l’impegno viene esteso contemporaneamente a tutti gli sportelli.

Nel caso in cui si sia titolari di un conto banco posta in fase di apertura l’ufficio postale rilascerà un carnet di 10 assegni da utilizzare per la somma depositata sul conto.

Una tipologia particolare di assegno circolare postale è quello che viene emesso se il debitore non è correntista dell’istituto o nel caso in cui sul conto Bancoposte non sia presente l’adeguata copertura monetaria.

Parliamo in questo caso di emissione di un titolo di credito a fronte di contanti il cui limite di emissione è di 999,99 anche a seguito dell’innalzamento del limite di utilizzo del contante che è passato da 1000 a 3000 euro.

Generalmente l’assegno circolare viene utilizzato principalmente per grandi acquisti, per importanti transazioni di natura commerciale e per l’acconto per l’acquisto di immobili al fine di ridurre nettamente il rischio di inadempimento del debitore verso il beneficiario.

L’assegno può essere incassato, come succede per quelli bancari, su piazza o fuori piazza. Nel primo caso l’assegno viene incassato presso lo stesso Comune in cui è stata effettuata l’emissione.

In questo caso il pagamento potrà essere ottenuto entro 8 giorni. I tempi invece si allungheranno a 15 giorni in caso di emissione fuori piazza ossia in un Comune diverso dall’emissione.

Il termine massimo di validità del titolo è di 30 giorni dall’emissione. Il titolo è abbastanza sicuro e Poste italiane mette in atto una serie di azioni per evitare la loro contraffazione quali la verifica di benemesso ossia il controllo sulla reale emissione e nel rispetto delle modalità richieste, la stampa sul titolo di un codice di controllo a cifre e l’utilizzo di un’apposita carta per il carnet di assegni circolari differente dalle altre.

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