Fotovoltaico per aziende: cosa valutare prima di installare un impianto?

Installare un impianto fotovoltaico in azienda non significa semplicemente individuare uno spazio libero e riempirlo di pannelli. Prima di arrivare alla progettazione vera e propria è necessario mettere a fuoco alcuni elementi che riguardano tanto il sito quanto il funzionamento dell’attività: consumi, superfici disponibili, caratteristiche dell’edificio, infrastruttura elettrica e modalità con cui si intende affrontare l’investimento.

Sono valutazioni che servono a capire non solo se il fotovoltaico sia realizzabile, ma anche quale tipo di impianto abbia realmente senso per quell’azienda. Una realtà produttiva attiva su più turni, ad esempio, presenterà esigenze diverse rispetto a un’impresa con consumi concentrati nelle ore diurne o con prospettive di crescita già definite.

SENEC, realtà del Gruppo EnBW specializzata nel fotovoltaico e nei sistemi di accumulo, sviluppa progetti per il settore commerciale e industriale partendo proprio da questa fase preliminare, nella quale caratteristiche dell’attività, spazi disponibili e obiettivi dell’impresa vengono analizzati prima di definire le scelte tecniche successive.

Da dove si parte per capire quale impianto può servire all’azienda?

Sapere quanti kWh consuma un’impresa in un anno non basta. Per progettare il fotovoltaico per aziende è necessario osservare anche come quei consumi si distribuiscono nel tempo: durante quali ore della giornata sono più elevati, quanto incidono i turni di lavoro e se esistono periodi dell’anno caratterizzati da richieste energetiche molto diverse. 

Il quadro deve comprendere anche eventuali cambiamenti già programmati. Un nuovo reparto, l’installazione di macchinari, l’aumento dei turni o altri carichi elettrici possono modificare il fabbisogno rispetto allo storico disponibile.

Dove può essere installato il fotovoltaico?

La copertura del capannone è spesso la prima area presa in considerazione, ma non è l’unica. Magazzini, stabilimenti, pensiline e superfici a terra possono offrire possibilità diverse, da valutare in base allo spazio realmente disponibile, all’esposizione, agli eventuali ombreggiamenti e alle caratteristiche strutturali del sito. 

La scelta può cambiare anche all’interno della stessa azienda. Una copertura parzialmente occupata da lucernari o impianti tecnici, ad esempio, può rendere utile affiancare altre superfici disponibili. Allo stesso modo, parcheggi e aree esterne possono essere integrati nel progetto quando presentano condizioni adatte all’installazione.

Quanto deve essere grande l’impianto?

La dimensione dell’impianto non dipende soltanto dai metri quadrati disponibili. Potenza installata, produzione attesa e profilo dei consumi devono essere letti insieme, perché un impianto troppo piccolo coprirebbe solo una parte limitata del fabbisogno, mentre uno eccessivamente grande potrebbe produrre molta più energia di quella utilizzabile direttamente dall’azienda.

Il dimensionamento serve proprio a trovare un equilibrio tra superficie sfruttabile, quantità di energia producibile e quota di autoconsumo prevista. In alcuni casi può avere senso valutare anche un sistema di accumulo, ma solo se la distribuzione dei consumi e della produzione rende utile spostare una parte dell’energia verso altri momenti della giornata.

Proprietà, noleggio o PPA: quando va scelta la modalità di accesso?

La formula con cui l’azienda accede all’impianto va definita prima della realizzazione, perché cambia il modo in cui vengono distribuiti investimento, proprietà e responsabilità gestionali. Tra le principali opzioni rientrano: 

  • Impianto di proprietà: l’impresa sostiene direttamente l’investimento e acquisisce l’infrastruttura, mantenendone la proprietà.
  • Noleggio operativo: consente di utilizzare l’impianto attraverso un canone periodico, senza affrontarne subito l’acquisto.
  • Corporate PPA: l’impianto viene realizzato e gestito da un soggetto terzo, mentre l’azienda acquista l’energia prodotta secondo le condizioni stabilite dall’accordo. 

Nel portafoglio SENEC sono presenti tutte e tre le modalità, così da poter valutare il progetto non soltanto sul piano tecnico, ma anche in funzione della disponibilità di capitale, dell’orizzonte temporale e del livello di coinvolgimento che l’impresa vuole mantenere nella gestione dell’impianto.

SENEC: progettare il fotovoltaico partendo dall’azienda

Un impianto ben progettato non nasce dalla potenza massima che può essere installata, ma dall’incrocio tra il modo in cui l’azienda consuma energia, gli spazi che può mettere a disposizione e il modello con cui intende affrontare l’investimento. Sono queste informazioni a orientare il dimensionamento, la disposizione dei moduli, l’eventuale ricorso all’accumulo e le altre scelte tecniche.

SENEC parte da questa lettura complessiva dell’impresa per definire il progetto, considerando insieme consumi, caratteristiche del sito, modalità di accesso all’impianto e possibili sviluppi futuri. Da qui possono nascere interventi diversi per potenza, configurazione e tecnologie integrate, senza applicare uno schema identico a realtà produttive differenti. 

Il risultato non è un impianto definito a priori, ma un’infrastruttura energetica calibrata sul modo in cui quell’azienda lavora oggi e su come prevede di evolvere negli anni successivi.

About SENEC

SENEC Italia Srl, con sede a Bari e Milano, è la divisione italiana di SENEC GmbH, società del Gruppo energetico tedesco EnBW – Energie Baden-Württemberg AG. Attiva nel mercato italiano delle energie rinnovabili, offre soluzioni fotovoltaiche complete per privati e aziende, dai mini-impianti da balcone ai sistemi residenziali con accumulo, fino agli impianti industriali in modalità PPA, noleggio operativo e Comunità Energetiche Rinnovabili, con oltre 100.000 clienti soddisfatti e un network di installatori certificati su tutto il territorio nazionale.

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