Giacenza Media Annua: Calcolo su Conto Corrente e sul Libretto Postale

Il quadro normativo in essere ormai da qualche anno, ha previsto l’integrazione delle dichiarazioni necessarie ad ottenere la certificazione ISEE, anche con la giacenza media annua presente sui propri rapporti bancari di conto corrente, libretto di deposito e carta prepagata.

La norma si applica anche ai richiedenti che siano possessori unicamente di libretto postale e la certificazione viene rilasciata sotto la responsabilità del dichiarante, pertanto si tratta di un dato estremamente importante da fornire con precisione al CAF o al commercialista in sede di inserimento della richiesta; l’inserimento di un valore errato, che consenta al richiedente le agevolazioni previste dall’ISEE, di ottenere delle riduzioni alle quali altrimenti non avrebbe diritto è severamente punito dal legislatore, con ammende che raddoppiano o addirittura triplicano il controvalore del vantaggio ottenuto.

La nuova riforma ISEE e la giacenza media: cosa c’è da sapere

La riforma che ha corretto parzialmente i parametri di individuazione delle fasce di reddito relative alla dichiarazione ISEE, è intervenuta principalmente per consentire allo Stato, che eroga effettivamente le prestazioni a costo ridotto e le agevolazioni previste, di individuare i nuclei familiari davvero bisognosi del sostegno economico derivante dalla certificazione e quindi smascherare che fruisce delle detrazioni agendo surrettiziamente rispetto alle norme di legge.

La dichiarazione della giacenza media annua viene prodotta periodicamente dagli istituti di credito che gestiscono i rapporti bancari e calcolata considerando i saldi dei conti correnti.

Per le carte prepagate, anch’esse da inserire in dichiarazione, è previsto l’inoltro di una certificazione a parte che ne riepiloga la giacenza e porta la firma del responsabile della filiale o dell’istituto di credito che l’ha rilasciata.

Cos’è la giacenza media annua e come si calcola?

La giacenza media annua è, come abbiamo accennato, il valore medio depositato sui propri rapporti bancari destinati alla raccolta della liquidità come i conti correnti, i libretti postali e le carte prepagate.

Le regole per il calcolo della giacenza media sono stabilite da uno specifico quadro normativo e le banche sono tenute a fornire l’informativa puntuale sui valori rilevati ai loro clienti, con periodicità mensile o trimestrale, consentendo loro di mantenere sotto controllo questo valore e comprenderne le oscillazioni nel corso dell’anno.

Il valore della giacenza media viene calcolato aritmeticamente considerando la somma delle entrate e delle uscite di conto corrente e comunicato al cliente all’interno dell’estratto conto.

A seconda della periodicità di invio della documentazione, sarà possibile ottenere un aggiornamento del valore.

Il calcolo della giacenza media annua del conto corrente o del libretto postale non è quasi mai necessario da parte del contribuente, trattandosi di un dato fornito direttamente dall’istituto che gestisce i rapporti di conto e calcolato attraverso sistemi automatici.

Laddove voleste verificare l’esattezza dell’importo comunicato al 31 dicembre 2017 – che è effettivamente quello da inserire in dichiarazione – dovrete considerare necessariamente la periodicità degli aggiornamenti che vi vengono inoltrati dall’istituto di credito.

Un esempio di calcolo

Se ad esempio, ricevete 4 estratti conto all’anno, ovvero uno a trimestre avrete a disposizione 4 valori diversi da verificare nel campo del documento che si chiama valori medi, oppure scalare.

Rilevati questi valori creditori per ogni estratto conto, basterà poi dividere il totale per 365, che sono i giorni dell’anno, per ottenere il valore della giacenza media al 31 dicembre.

Cosa succede quando il contribuente ha più conti

La sezione relativa al patrimonio mobiliare del contribuente è da compilare obbligatoriamente, pena la mancata accettazione della pratica o pesanti sanzioni successive, pertanto è necessario fotografare correttamente la situazione di tutti rapporti bancari suscettibili di generare un valore medio, indicandone i dati rilevati su tutti i rapporti bancari di cui si è in possesso.

Anche se i rapporti di conto corrente o libretto da inserire in dichiarazione sono molteplici, il valore da inserire in dichiarazione deve essere unico e cumulativo di tutti i dati.

Nello specifico, viene preso il valore della giacenza media di tutti i conti correnti e parametrata alla differenza di saldi sui vari conti correnti. Se il risultato dell’operazione è positivo il valore da inserire sarà il saldo medio, in caso contrario si calcolerà sulla giacenza.

Se però la giacenza media del conto corrente dell’anno è comprensiva dell’accredito di un mutuo – come ad esempio per l’acquisto di una casa – o comunque di uno scostamento che ne falsi effettivamente il valore il dato da inserire sarà quello del saldo dei conti correnti.

Se all’accredito sul conto corrente che ha falsato la giacenza media corrisponde un corrispettivo aumento del patrimonio immobiliare, come l’acquisto di una abitazione, sarà necessario barrare una specifica casella all’interno della dichiarazione, che consentirà al contribuente di inserire il valore del saldo medio dei rapporti e non la giacenza.

Dove vanno inseriti i dati sul patrimonio mobiliare nel modello ISEE 2018?

La richiesta attraverso la quale si accede alle procedure per ottenere la certificazione ISEE aggiornata al 2018 è denominata DSU – acronimo di Dichiarazione Sostitutiva Unica – con la quale il contribuente indica i valori del suo patrimonio mobiliare ed immobiliare.

Il risultato dell’analisi degli indicatori ISEE viene vagliato da appositi sistemi automatici e assegna ai contribuenti uno score, che li attesta in una specifica fascia contributiva.

A seconda della fascia risultante dalla certificazione sarà possibile accedere a più o meno agevolazioni. I parametri tengono conto dei valori liquidi a disposizione del contribuente, delle sue entrate lorde mensili e della situazione immobiliare, se presente.

Il valore relativo al possesso di conti correnti e depositi amministrati va inserito in uno specifico quadro del modello DSU, denominato FC2Patrimonio Mobiliare. All’interno di quel campo deve essere inserita la giacenza media ed il controvalore del deposito amministrato, se posseduto, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della dichiarazione.

Nello specifico caso delle richieste presentate per l’anno 2018, sarà necessario fornire i dati relativi al patrimonio mobiliare all’ultimo aggiornamento disponibile al 2017, ovvero al 31 Dicembre, data alla quale le banche e i vari istituti di credito sul territorio valorizzano le posizioni dei loro clienti inoltrando specifica comunicazione.

All’interno di questa sezione devono essere inseriti anche i dati relativi ad eventuali partecipazioni azionarie in società quotate in borsa, sia italiane che estere.

Tutte le informazioni su questo tema possono essere facilmente reperite presso un qualsiasi Centro di Assistenza Fiscale o presso il proprio commercialista; se siete contribuenti che provvedono in autonomia alla compilazione della dichiarazione, tenete presente che, una volta compilata la richiesta comunque dovrete presentarla presso un CAF oppure ad un intermediario qualificato in grado di trasmetterla all’Agenzia delle Entrate.

Giacenza media annua: le anticipazioni per il 2019

Per il prossimo anno, le riforme che hanno interessato il modello ISEE si rafforzeranno con altre variazioni che permetteranno al contribuente di semplificare ancora di più l’iter per accedere alle agevolazioni.

Per il 2019 il decreto Milleproroghe ha previsto la validità del nuovo modello ISEE precomilato, che sarà una certificazione disponibile da Settembre 2018, già compilata dall’Agenzia delle Entrate con i dati in suo possesso, ottenuti interrogando i registri telematici e basandosi sugli elementi dichiarati nelle precedenti dichiarazioni.

I moduli per la richiesta del modello ISEE precompilato per l’anno 2019 non sono ancora disponibili e verranno rilasciati successivamente.