Mutui INPDAP: Ecco i nuovi tassi di interesse 2018

Tra i finanziamenti a gestione agevolata presenti sul mercato economico, oltre ai prestiti e mutui offerti dalle principali banche italiane e dai maggiori istituti di credito nazionali, sono presenti anche i mutui INPDAP, che già dall’inizio del 2018 hanno riservato ottime offerte e nuovi tassi di interesse assai vantaggiosi.

I dipendenti del settore pubblico si sono ritrovati di fronte ad una serie di condizioni agevolate soprattutto per l’acquisto di unità immobiliari non di lusso, da considerare dunque come abitazione principale.

La gestione INPDAP, a partire dal 2011 con i regolamenti del Decreto Salva Italia istituito dal governo Monti, è stato accorpato all’Inps e da qualche anno i due istituti si ritrovano sotto la stessa sfera di competenza.

Proprio questi uffici regolano le condizioni agevolate per i prestiti INPDAP, e la possibilità di modificare e rinegoziare anche le condizioni e i tassi di interesse dei vecchi mutui.

I nuovi mutui INPDAP

I dipendenti pubblici, dunque, hanno la possibilità di richiedere anche nuovi mutui, a condizione che siano iscritti alla gestione dipendenti pubblici in attività o se sono pensionati da almeno un anno.

L’agevolazione vale anche per i lavoratori dipendenti che hanno stipulato un contratto di lavoro pubblico a tempo indeterminato. Tra gli altri requisiti richiesti è molto importante verificare che nessuno dei componenti del nucleo familiare del richiedente sia proprietario di altre abitazioni all’interno del territorio nazionale.

L’importo erogabile massimo per chi ha intenzione di acquistare una casa è di 300 mila euro, cifra che può essere restituita scegliendo tra varie opzioni e un periodo compreso tra i 10 e i 30 anni. Per chi, invece, intende effettuare lavori di ristrutturazione, è previsto un prestito di importo massimo pari a 150 mila euro.

Per l’acquisto di posti auto o box, la somma si riduce a 75 mila euro. I tassi di interesse applicati possono essere fissi o variabili. Oltre alle condizioni di acquisto di un nuovo immobile, il mutuo INPDAP può essere concesso anche a coloro che intendono effettuare lavori edilizi di ristrutturazione, di manutenzione o di trasformazione dell’unica casa di cui sono proprietari.

Un’altra finalità prevista riguarda l’acquisto di posto auto o box per il parcheggio utilizzato come pertinenza della casa di proprietà posseduta.

Prima casa con mutuo INPDAP

Se si sceglie di richiedere il mutuo INPDAP per l’acquisto della prima casa bisogna necessariamente attenersi ad una serie di regole ed effettuare la richiesta secondo le disposizioni dettate dall’INPS.

Per richiederlo non bisogna essere proprietari di altri immobili Una volta compilati i moduli e inviata la richiesta, il richiedente che ottiene il mutuo, riceverà tutta la modulistica a casa e successivamente dovrà acquistare la nuova casa e stabilire la nuova residenza almeno per 5 anni.

Tuttavia ci sono delle ipotesi in cui, se sono disponibili ulteriori fondi, un proprietario di un immobile può richiedere ugualmente il mutuo. L’importante è che la casa di proprietà deve essere dislocata ad almeno 150 Km di distanza rispetto all’immobile per cui si richiede il mutuo e deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza.

I tassi dei mutui stabiliti dall’INPS

L’Ente di previdenza sociale, dunque, oltre a gestire le richieste e le erogazioni dei mutui INPDAP, si occupa anche delle decisioni riguardo ai tassi di interesse applicato ai mutui e ai finanziamenti erogati.

In particolare, nell’ultimo anno sono stati definiti i tassi di interesse applicati ai mutui con una determina presidenziale che ha stabilito una serie di tassi sulla base del metodo LTV detto anche loan to value, che definisce la variazione dei tassi fissi in base al rapporto tra il mutuo e il valore dell’immobile che viene ipotecato.

In questo modo, quindi, il TAN varia in base alla percentuale di intervento e del periodo previsto. Andando a leggere i valori riportati in una tabella esemplificativa dei tassi dissi del 2018, si può leggere che, se per esempio consideriamo un mutuo della durata di 10 anni possiamo ottenere un tasso che si aggira tra 1,15 % e 1,73% a seconda della percentuale di intervento che varia dal 50 all’80%.

Guardando i tassi più alti, per un mutuo di 30 anni il tasso è compreso tra 1,97% e 2,65%. In alternativa si può scegliere un tasso variabile che potrà essere definito sulla base del valore Euribor a 6 mesi, incrementato di 200 punti base.

Come avviare la domanda

Per l’invio della domanda bisogna fare riferimento all’INPS e registrarsi attraverso il sito internet inserendo l’apposito Pin dispositivo che si può richiedere presso gli sportelli Inps oppure online attraverso una procedura telematica.

La redazione della domanda di mutuo viene effettuata online attraverso le indicazioni presenti in un apposito modulo dedicato e deve essere necessariamente completa di tutti i documenti richiesti.

La richiesta viene inviata per via telematica in date prestabilite. Le domande vengono ricevute dal 1 al 10 gennaio, dal 1 al 10 maggio e dal 1 al 10 settembre.

Successivamente saranno valutate e se soddisfano tutti i criteri e rispondono ai requisiti richiesti dal regolamento, verranno accettate. E’ importante corredare la richiesta di tutti i documenti ed essere sicuri di non omettere niente, in quanto le domande incomplete saranno rigettate.

Se i fondi a disposizione non dovessero essere necessari a soddisfare tutte le richieste effettuate, si procederà a stilare una graduatoria.

All’interno della domanda effettuata verrà indicato un indirizzo e-mail, e tutte le comunicazioni da parte dell’INPS avverranno tramite l’indirizzo indicato nella domanda.

Uno dei requisiti fondamentali per l’ottenimento del mutuo INPDAP è, ovviamente, il possesso di un contratto a tempo indeterminato o l’iscrizione presso le casse di previdenza sociali o altri enti previdenziali e presso il “Fondo di credito Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie”. Nel caso dei pensionati pubblici, invece, è necessaria solamente l’iscrizione al Fondo di credito da almeno un anno.

Surroga e rinegoziazione del mutuo

Oltre alla possibilità di fare richiesta di un nuovo mutuo INPDAP, i pensionati o dipendenti pubblici, se hanno già stipulato un mutuo con un’altra banca, possono effettuare la surroga e trasferire il proprio mutuo bancario verso un mutuo INPS/INPDAP.

Per realizzare questa portabilità bisogna possedere sempre tutti i requisiti richiesti ed essere in regola con tutti i versamenti dei contributi.

Tra le possibilità proposte dall’INPDAP, esiste anche la possibilità di rinegoziare le condizioni di un mutuo già realizzato il finanziamento. L’importante è avere l’iscrizione presso la Gestione delle prestazioni creditizie sociali e, come nei casi precedenti bisogna sempre essere in regola con i versamenti contributivi.

Le anticipazioni per il 2019

Guardando avanti verso il prossimo semestre, si prospettano già quelle che sono le novità riguardo ai mutui INPDAP del prossimo anno.

Per chi ha intenzione di attendere ancora qualche mese e aspettare il 2019, si prospettano nuove prospettive. Tra le novità introdotte per il nuovo anno, in arrivo la possibilità di ottenere dei piccoli prestiti di breve durata, probabilmente da uno a tre anni.

Questi finanziamenti consentiranno l’ottenimento di piccoli importi equivalenti ad uno stipendio mensile e quindi la possibilità, per i pensionati pubblici o per i dipendenti a tempo indeterminato INPDAP, di avere una liquidità nel tempo e mese per mese per il pagamento di utenze, spese amministrative e ordinarie.

In alternativa sarà possibile richiedere anche prestiti di importo superiore. In entrambi i casi è possibile stipulare i prestiti anche in aggiunta ad un mutuo già avviato.

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