Banche Sicure 2018: le Classifica delle più affidabili

Banche Sicure 2018, quali sono? C’è una classifica, una lista o un elenco per conoscerle al meglio? Diciamo subito che la risposta a questo quesito è affermativa e che risulta estremamente utile per tutti quei risparmiatori che hanno sempre un po’ il timore di investire visti gli innumerevoli crack che purtroppo hanno finito per colpire anche istituti solidi (chi avrebbe mai sospettato il crack di Banca Etruria, tanto per dirne una).

Nella presentazione della classifica banche sicure 2018, occorre precisare che i parametri di cui si tiene conto sono diversi.

Quelli più importanti sono focalizzati sulla situazione patrimoniale. Il motivo? Dicono se l’istituto bancario di turno, contando solo ed esclusivamente sulle risorse disponibili, riesce a coprire possibili perdite. Per rispondere a questi quesiti, precisiamo che per giudicare il livello di sicurezza di una banca, i parametri più considerati dal mercato finanziario nel 2018 sono quelli noti come SREP 2018.

A formularli è stata la Banca Centrale. Tenendo conto che i suddetti requisiti per le banche che operano in Italia sono di natura patrimoniale, la loro importanza è notevole non solo per gli investitori di un determinato livello, ma anche per i risparmiatori, dato che quando si investe, occorre sapere sempre su cosa conviene farlo.

Parametri SREP BCE: definizione

Inquadriamo meglio in termini di definizione i requisiti SREP BCE, fondamentali per analizzare il livello di sicurezza generale di una banca.

L’acronimo sta per Supervisory Review And Evaluation Process, vale a dire un processo incentrato sulla revisione e sulla valutazione effettuata da parte degli organi di vigilanza appartenenti all’EuroTower.

Il percorso è piuttosto lungo per via degli accurati controlli portati a termine sul tipo di business, sulla liquidità, sui capitali e infine sulla governance di ogni istituto bancario con il semplice intento di analizzare al meglio la situazione patrimoniale e organizzativa a fronte di eventuali rischi in fase di esercizio delle funzioni.

A seguito di queste verifiche, si hanno interessanti dati, utili per sapere su quali banche vale la pena investire.

La situazione patrimoniale di una banca, però, scaturisce da ben tre indici:

– Cet1: capitale pronto all’utilizzo

– Tier1: le azioni di risparmio comprensive anche del capitale pronto all’uso (Cet1)

– Ter: total capital ratio. Questo parametro serve ad indicare il patrimonio della banca in relazione alle attività preponderate in fase di rischio.

Questi tre indici hanno il compito di definire la robustezza della banca.

Banche italiane: Core Equity Tier1

Ai requisiti SREP BCE 2018 è associato il livello di capitalizzazione delle banche: le autorità di vigilanze competenti hanno la funzione di individuarlo, mentre li istituti bancari hanno il compito di rispettarlo. Per gli investitori, ad un alto livello di capitalizzazione di una banca corrisponde una maggiore affidabilità.

Il parametro da considerare nell’esame del patrimonio di una banca è il Core Equity Tier1, denominato anche CET1 Ratio.

Cosa significa se una banca ha un Equity Tier1 relativamente alto? Semplicemente che la sua situazione patrimoniale va giudicata positivamente e che i rischi di investimento sono relativamente bassi. Nulla (o quasi) da temere in rapporto al suo ruolo sul mercato.

Questo è ciò che avviene quando decidi di investire sulle azione di istituti bancari contraddistinti da un alto CET1 Ratio. Dove reperire il suddetto parametro? A fornirlo a tutti è la banca stessa sia nei trimestrali che nel bilancio di fine esercizio.

Cosa dicono le direttive della Banca Centrale Europea (BCE)?

Una banca viene definita sicura se presenta il Cet1 ad un valore minimo dell’8%. Per il Tcr il valore minimo corrisponde al 10.5%. Questi due parametri possono essere sempre e comunque rimodulati in relazione agli obiettivi effettivi da conseguire.

C’è una lista di banche sicure 2018?

Sì. E c’è n’è più di una. Tra gli innumerevoli elenchi meritevoli di attenzione, scegliamo di citare la ricerca condotta dal Corriere Economia e da Stefano Caselli, prorettore della Bocconi. Quelli che andiamo a vedere in rapida carrellata possono essere considerati senza ombra di dubbio gli istituti bancari maggiormente sicuri nel nostro Paese.

Medaglia d’oro spetta a Mediolanum. Secondo posto per Banca Popolare. A salire sul gradino più basso del podio è infine Bper.

1) Mediolanum: CET 1 = 20,40%; TIER1 = 20,40%; TCR = 20,50%

2) Banco Pololare: CET 1 = 14,85%; TIER1 = 14,85%; TCR = 18,12%

3) BPER: CET 1 = 14,47%; TIER1 = 14,56%; TCR = 15,98%

4) Credem: CET 1 = 13,51%; TIER1 = 13,51%; TCR = 14,69%

5) Intesa San Paolo: CET 1 = 12,80%; TIER1 = 14,10%; TCR = 17,20%

6) Credito Valtellinese: CET 1 = 12,41%; TIER1 = 12,41%; TCR = 13,72%

7) Banca Carige: CET 1 = 12,30%; TIER1 = 12,30%; TCR = 14,20%

8) Mediobanca: CET 1 = 12,10%; TIER1 = non disponibile TCR = 15,70%

9) Banca Sella Holding: CET 1 = 11,97%; TIER1 = 12,11%; TCR = 14,17%

10) BPM: CET 1 = 11,73%; TIER1 = 12,18%; TCR = 14,11%

11) UBI Banca: CET 1 = 11,68%; TIER1 = 12,68%; TCR = 14,55%

12) MPS: CET 1 = 11,49%; TIER1 = 11,81%; TCR = 14,29%

13) Cariparma: CET 1 = 11,30%; TIER1 = 12,30%; TCR = 13,30%

14) Popolare Sondrio: CET 1 = 11,22%; TIER1 = 11,25%; TCR = 13,83%

15) Unicredit: CET 1 = 11,00%; TIER1 = 11,81%; TCR = 14,50%

16) Banco Desio e Brianza: CET 1 = 10,95%; TIER1 = 11,08%; TCR = 13,65%

17) Popolare Vicenza: CET 1 = 10,75%; TIER1 = 10,75%; TCR = 12,40%

18) Veneto Banca: CET 1 = 10,74%; TIER1 = 10,74%; TCR = 12,57%

19) Popolare Bari: CET 1 = 9,65%; TIER1 = 9,65%; TCR = 12,81%

20) Deutsche Bank: CET 1 = 8,80%; TIER1 = 9,76%; TCR = 14,82%

Rispetto al 2017 cosa cambia?

Come l’anno scorso, Mediolanum si è confermata la banca più sicura, incrementando il Cet1 dal 19,70% al 20,40%. Non male in termini di performace.

Sono ben 9 le autorevoli banche che, nonostante un posizione di leadership, registrano un decremento delle prestazioni:

– Cariparma

– Intesa San Paolo

– Mediobanca

– UBI

– Creval

– Popolare di Vicenza

– Cariparma

– Popolare di Bari

– Banca Carige

Ma …

Se si considera la redditività del business, il discorso cambia in maniera drastica, così come la classifica. Quindi, tenendo conto del rapporto che intercorre fra il margine intermediazione ed il totale degli attivi, eccoti le prime tredici posizioni

1) Deutsch Bank 3,89%

2) Bper 3,10%

3) Cariparma 3,03%

4) Banco BPM 2,80%

5) Credem 2,79%

6) Mps: 2,75%

7) Credito Valtellinese: 2,71%

8) Mediobanca: 2,80%

9) Ubi Banca: 2,67%

10) Intesa Sanpaolo: 2,53%

11) Popolare di Sondrio: 2,38%

12) Banca Carige: 2,36%

13) Unicredit: 2,10%

Se invece si tiene conto dell’efficienza, ancora una volta il discorso si ribalta. Ecco pertanto la classifica con le prime tredici posizioni, in base al rapporto che intercorre tra i costi e i ricavi o più precisamente tra le entrate assorbite e tutti i costi dell’intero apparato.

1) Mediobanca: 43,20%

2) Intesa Sanpaolo: 51,20%

3) Popolare di Sondrio: 55,31%

4) Cariparma: 56,30%

5) Unicredit: 61,10%

6) Mps: 61,20%

7) Bper: 61,29%

8) Credem: 64,40%

9) Banco Bpm: 65,50%

10) UBI Banca: 69,00%

11) Credito Valtellinese: 69,70%

12) Deutsche Bank: 78,34%

13) Banca Carige: 81,01%

Conclusioni

In definitiva, se sei interessato ad effettuare investimenti, ad aprire un conto bancario e quindi a diventare cliente di una banca, magari cambiando la vecchia, perché non ne sei rimasto soddisfatto, la classifica banche sicure 2018 sarà decisamente utile per quanto riguarda la tua decisione finale.

Sono infatti sempre più i risparmiatori e gli investitori che optano per depositi di importi sotto ai 100.000 euro, per via della tutela della normativa incentrata sul bail-in, secondo la quale anche a fronte di una situazione di crisi (fallimento della banca incluso), i fondi non possono essere toccati. Lo stesso dicasi per la diversificazione, elemento strettamente dipendente alla disponibilità di liquidità.

Investire buona parte dei risparmi in modo eterogeneo su titoli a basso rendimento con basso rischio nel lungo periodo e una piccola parte degli stessi su titoli ad alto rendimento ma con una soglia di rischio leggermente più alta risulta una scelta che può rivelarsi fruttuosa.