Interessi Moratori: Guida su cosa sono e come calcolarli

Si parla di interessi moratori quando c’è un ritardo nei pagamenti. Vediamo cosa sono e come calcolarli.

Interessi moratori: cosa sono

Gli interessi moratori sono uno strumento di cui si avvale il creditore qualora il debitore alla scadenza non adempie a un preciso pagamento.

Si tratta di un costo aggiuntivo che il moroso deve sostenere e che dà la possibilità al creditore di essere risarcito per il mancato pagamento di un credito che vanta nei confronti del debitore moroso.

Il calcolo degli interessi moratori sono superiori a quelli legali e servono a scoraggiare il debitore ad essere inadempiente. Quando per differenti motivi una bolletta non viene pagata, la successiva arriva con la dicitura che se non viene estinta la precedente, si incorre al pagamento di interessi moratori e ad altre spese amministrative.

Di norma il debitore dovrebbe spaventarsi e correre subito a saldare il suo debito ma a volte questo non avviene e il creditore è obbligato ad addebitargli anche gli interessi di mora. A questo punto vediamo come si calcolano gli interessi moratori secondo quando prevede il Codice Civile.

Calcolo interessi moratori: tasso di riferimento

Per poter proseguire con il calcolo degli interessi moratori è indispensabile conoscere il tasso d’interesse da applicare. Su questo argomento bisogna fare riferimento al decreto legislativo 231/2002 modificato poi dal decreto legislativo 192/2012 dove enuncia che per conoscere il tasso di interesse da applicare su importi morosi, bisogna prendere in considerazione il tasso posto dalla BCE con l’aggiunta di 8 punti percentuali.

Dai dati in nostro possesso, nel secondo semestre del 2017 il tasso d’interesse da applicare, compresa la maggiorazione, è dell’8% e viene applicato sui rapporti commerciali posti in essere dal 1 gennaio 2013.

I rapporti commerciali che invece si sono conclusi il 31 dicembre 2012, sono soggetti ad una maggiorazione di sette punti da applicare sul tasso BCE. Tuttavia c’è sempre la possibilità che le parti interessate concordino un tasso d’interesse che vada bene ad entrambe senza danneggiare il creditore.

Formula e procedura per il calcolo degli interessi moratori

Gli interessi moratori si calcolano facendo riferimento a una semplice formula. Per determinare l’ammontare degli interessi moratori bisogna attenersi al seguente calcolo:

Interessi moratori = (D x S x N):365

Scritto in questa maniera c’è ben poco da capire, ma non è difficile poiché ad ogni lettera corrisponde un significato logico. La D identifica l’importo dovuto e può riguardare una rata di mutuo o un bollettino.

La S esprime il tasso di interesse di mora da applicare. La sigla N corrisponde ai giorni da dove cominciano a maturare gli interessi passivi.

Il denominatore è 365 che corrisponde ai giorni dell’anno senza distinguere il periodo bisestile altrimenti si verrebbe a creare una disparità di calcolo degli interessi moratori.

Da quando decorrono gli interessi?

Quando si parla di interessi moratori è importante sapere da quando cominciano a decorrere. A stabilire la regola è il decreto legislativo 231/2001 precisamente l’articolo 4, difatti secondo quanto si legge nell’ordinanza gli interessi moratori cominciano a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza del pagamento.

Se un pagamento porta come data di scadenza il 30/03/2018 già dal 1 aprile 2018 cominciano ad avere effetto gli interessi moratori. Può succedere però che sul contratto non viene stabilita la data di pagamento, in questo caso, per la costituzione in mora occorre fare riferimento a quanto riportato dai commi 3 e 4 del decreto 231/2001.

Per quanto concerne la fattura si hanno 30 giorni di tempo per effettuare il pagamento dalla data di ricevimento. Lo stesso termine di scadenza è previsto per le merci e prestazioni di servizi. Trenta giorni sono previsti anche per le merci e i servizi che necessitano di una verifica, dopo l’accertamento della conformità degli articoli o dei lavori si ha a disposizione un mese per pagare il debito.

I contratti che invece hanno per oggetto alimenti deteriorabili, viene preso come riferimento quello che dispone la legge, ossia 60 giorni dalla consegna o dal ritiro dei prodotti. Gli interessi decorrono in maniera automatica dal 61° giorno. In questi casi solo perché non è prevista una data di pagamento, gli interessi vengono maggiorati ulteriormente di due punti percentuali.

La messa in mora del debitore

Nei rapporti commerciali si spera sempre di trovare persone che rispettino le scadenze di pagamento e gli accordi firmati. Purtroppo la crisi economica in corso, le difficoltà finanziarie in cui vertono molte aziende, non sono d’aiuto e di conseguenza ci si ritrova a procedere con il calcolo degli interessi moratori per mancato e ritardo pagamento da parte del debitore.

Il Codice Civile detta la procedura di come intervenire nei confronti del moroso. Il debitore viene costituito in mora attraverso una lettera scritta da parte del creditore. Per poter procedere con il calcolo degli interessi moratori è necessario costituire in mora il moroso.

Non è obbligatoria la costituzione in mora quando il debito proviene da un fatto illecito, come prestare soldi ad usura oppure quando il debitore mette per iscritto che non vuole adempiere al pagamento per ovvie ragioni, o ancora se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore e i termini sono scaduti.

In conclusione il debitore è considerato in mora solamente quando il creditore mette per iscritto la sua inadempienza e lo invita al pagamento.

La lettera per avere valenza legale deve essere inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno o con posta elettronica certificata. La costituzione in mora ha una duplice valenza.

Da una parte c’è l’obbligo da parte del debitore di pagare la somma a suo carico e il rischio di aggravare la situazione dal punto di vista legale, dall’altra se il debitore non è nella condizione di poter adempiere ed è dimostrabile, il creditore non solo subisce un danno ma perde ogni possibilità di tornare in possesso del suo credito.

Interessi moratori: anticipazioni 2019

Chi a che fare con la Pubblica Amministrazione non può che mettersi le mani tra i capelli. Per legge la scadenza di una fattura emessa a carico della Pubblica Amministrazione è di 60 giorni, ma poi non è mai così e non è raro apprendere dai telegiornali che molte ditte proprio a causa dei ritardi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione non sono riuscite a fronteggiare le spese di gestione e sono state costrette a chiudere l’attività.

Ci sono stati casi in cui i titolari delle aziende hanno dovuto licenziare i dipendenti mettendo in gravi difficoltà economiche intere famiglie. Nel 2019 la situazione dovrebbe cambiare, soprattutto a favore dei creditori.

Il governo sta lavorando per accorciare i tempi di pagamento e renderli effettivi alla scadenza, per permettere così ai creditori di reinvestire il capitale, ampliare l’attività e sanare i debiti che a loro volta hanno contratto con i fornitori.

La normativa sempre per la Pubblica Amministrazione, prevede anche la possibilità di dilazionare ulteriormente la fattura e rateizzare il pagamento in più scadenze soprattutto quando si tratta di commesse importanti.

Alla fine i consueti 60 giorni si trasformano in 120,180 giorni fino ad arrivare a sei mesi. Con la crisi economica sempre in agguato, per i creditori è troppo il tempo che trascorre prima di tornare in possesso del credito, nel frattempo non si possono evitare i pagamenti di stipendi, bollette e fornitori per non cadere loro stessi in morosità.

La situazione deve cambiare altrimenti molte società non vorranno avere nulla a che fare con la Pubblica Amministrazione. Incassare una fattura è importante perchè oltre a mettere in circolo l’economia, si evita il calcolo degli interessi moratori.