Tassi di Interesse Prestiti INPDAP: TAN e TAEG 2018 2019

I prestiti INPDAP

Il vantaggio di un accesso al credito
I prestiti sono uno strumento molto utile al fine di poter modificare la propria condizione di liquidità. In un’epoca in cui anche se si è detentrici di una pensione o di uno stipendio fisso, il denaro sembra non bastare mai, utilizzare sistemi garantiti come per esempio i prestiti INPDAP possono essere una grossa ancora di salvezza anche per il lavoratore pubblico. Grazie a tali prodotti finanziari sarà possibile avere disponibilità immediata e un accesso diretto al credito.

Cosa sono i prestiti INPDAP?

L’Istituto nazionale di previdenza sociale per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, fu creato nel 1993 con la fusione di una serie di enti. Aveva differenti compiti, trai i più rilevanti vi era quello riguardante l’incasso dei contributi previdenziali e l’erogazione delle pensioni.

Inoltre era possibile ricevere dei piccoli prestiti, con tassi d’interesse agevolati dall’INPDAP. L’ente nel 2011 è stato inglobato nell’INPS, il quale si è sostituito al vecchio istituto al fine di emettere una serie di piccoli e medi prestiti garantiti. Ma quali sono i vantaggi di tale tipologia di finanziamento? E chi sono i soggetti che possono riceverlo?

Chi può fare domanda all’INPDAP

I prestiti INPDAP sono accessibili solo a coloro che sono inscritto al sistema ex INPDAP dell’INPS e quindi un soggetto che sia un dipendente statale o della pubblica amministrazione.

Questa tipologia di finanziamenti si basano su un fondo denominato della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizi e sociali, che fu istituito nel 1996 e che ora è gestito dall’INPS. Ogni hanno attraverso questa forma di garanzia vengono erogati una serie di piccoli prestiti o prestiti pluriennali che vengono considerati agevolati per i lavoratori statali. Non solo la procedura è molto rapida, dato che viene effettuata direttamente dall’organo assistenziale, ma è anche garantita.

Il prelievo delle rate infatti viene effettuato direttamente dallo stipendio o dalla pensione del sottoscrivente. Se a questo si aggiunge dei tassi d’interesse agevolati e una rapidità nel conseguire il finanziamento, si considera l’importanza di un tale prodotto finanziario. Inoltre l’INPDAP ha sottoscritto negli anni una serie di convenzioni con finanziare e istituti di credito che permettono quindi di accedere a un prestito o un finanziamento anche differente da quello previsto dall’ente. Le convenzioni concernano non solo l’importo massimo che può essere erogato in base all’eta, ma anche una particolare tipologia di tassi d’interesse. Il costo di un prestito è incentrato proprio su questo elemento.

Prima di effettuare una domanda per un importo economico, sarà necessario valutare quale sia il costo per la restituzione per il prestito ricevuto.

Tassi d’interesse: TAG e TAEG cosa sono e quali sono i migliori

Che sia un ente pubblico come INPDAP, ora INPS, una finanziaria convenzionata, oppure un istituto di credito, alla base di un prestito vi è sempre un ritorno economico.

Per semplificare possiamo fare un semplice esempio. Se chiedete a un ente creditizio qualsiasi, un prestito pari a 1000€, non solo dovrete restituire tale somma, ma a questa si aggiunge un costo che va in proporzione a una serie di fattori, come importo, durate del prestito e numero di rate. Si parla di TAN e TAEG.

La nuova normativa bancaria Europea ha stabilito che sia obbligatorio per legge, specificare sempre nei fogli informativi questi due valori. Ma come districarsi in mezzo alle percentuali che si presentano sui cartelloni pubblicitari o sul contratto al momento della sottoscrizione di un prestito? Prima di parlare degli interessi dei prestiti INPDAP è importante, per valutare il valore degli stessi, considerare con attenzione questi due acronimi.

In maniera semplificata il TAN si identifica come il tasso annuo nominale. Con tale termine si considera quindi l’interesse puro che viene calcolato sul prestito che è stato concesso. In questo caso si intende il denaro che viene riconosciuto direttamente alla finanziaria per aver prestato prestato dei soldi. Il TAN non viene pagato in un unica soluzione ma secondo un piano d’ammortamento che suddivide il valore in base alle differenti rate.

Nelle rate iniziali sarà sempre restituito per primo l’interesse all’ente e poi il restante capitale versato. Alcuni finanziamenti permettono l’azzeramento dei costi del TAN, ma non del TAEG. Con quest’acronimo si identifica il tasso effettivo nominale, il quale è una realtà virtuale che ingloba al suo interno tutti i costi complessivi del prestito, comprese le spese di apertura, di chiusura e quelli della pratica che devono essere affrontati dal richiedente.

Questo secondo elemento è da valutare effettivamente per considerare un finanziamento o un prestito vantaggioso.

I tassi d’interesse per fine 2018 e 2019

Di seguito analizzeremo le due tipologie di finanziamento previsto con le relativi tassi d’interesse di riferimento:

  1. piccolo prestito: si considera i finanziamenti che possono essere effettuati ai dipendenti INPS, INPDAP con un importo non superiore a 5000€. Come dice il termine utilizzato, è una piccola somma di danaro che può essere comoda al fine di affrontare delle spese immediate e non previste, come quelle di natura medica e che dovrà essere restituita in comode rate di 12 mesi o anche fino a 48 mesi. Dato l’importo molto ridotto, non è chiesto nessuna particolare tipologia di documentazione che dimostri l’utilizzo del denaro. L’importo massimo erogabile e i tempi di restituzioni sono direttamente proporzionali sia all’età del soggetto che al suo stipendio. Grazie al sistema di agevolazione dell’ente i tassi d’interesse appaiono molto favorevoli. Il TAN è pari al 4,25% mentre il TAEG si deve aggiungere il 0,50% come spese aggiuntive di amministrazione e per il fondo rischi, raggiungendo il massimo di 5,01%.
  2. prestito pluriennale: nel caso dei prestiti che prevedono un numero di anni maggiore come nel caso dei prestiti a 5 o 10 anni le rate possono essere dalle 60 alle 120 mensili. Il tasso d’interesse è pari al 3,50% mentre il TAEG varia in funzione dell’età e dell’importo richiesto. Le rate non possono in ogni caso essere superiori al 20% dell’importo dello stipendio;
  3. prestiti pluriennali convenzionati: si parla di finanziamenti pluriennali. In questo caso l’INPDAP usufruisce delle convenzioni stipulati con finanziare e enti creditizi, nonché istituti bancari al fine di concedere tale tipologia di finanziamento. Gli importi possono essere anche consistenti arrivando a 69.000/75.000€. L’importo massimo è strettamente legato all’età del soggetto e allo stipendi o alla pensione percepita.
    In questo caso, in base alla tipologia di convenzione sarà possibile avere una TAN e un TAEG agevolati. In ogni caso la rata non potrà mai superare il valore di 1/5 dello stipendio in modo da garantire al richiedente la possibilità di restituire comodamente il finanziamento.

 

Le anticipazioni del 2019 sui tassi d’interesse prestiti INPDAP

Nel regolamento INPDAP pubblicato nel 2018 sono stati elencati tutte le specifiche per la richiesta di un piccolo prestito o di uno pluriennale. Nello stesso documento sono presenti anche l’indicazione della tipologia d’interessi in base al prodotto finanziario che viene agevolato.

Il regolamento sembrerebbe invariato anche per il 2019, confermando quindi quelli che sono le percentuali del tasso annuo nominale e di quello effettivo. Anche se si prospetta un aumento dei tassi previsto per l’inizio del nuovo anno da parte della Banca centrale Europea, coloro che possono usufruire di un prestito INPDAP non vedranno nessuna forma di modifica alle loro agevolazioni.

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