Fondo Obelisco, Importanti Perdite per il Fondo Immobiliare di Poste Italiane

Cos’è il fondo immobiliare Obelisco di Poste Italiane

Se di recente avete sentito nominare questo fondo non è un caso. Ultimamente il discorso relativo al fondo Obelisco è tornato in voga dato l’avvicinarsi della scadenza, già una volta prorogata, al 31/12/2018.

La questione di questo fondo “sfortunato” interessa molti italiani e piccoli risparmiatori in quanto era collocato nel 2005 direttamente dagli sportelli di Poste Italiane Spa e presentato come una soluzione di investimento redditizia e a basso rischio.

La crisi immobiliare, e alcune dinamiche di gestione poco chiare, hanno fatto sì che il valore delle quote arrivasse a meno 99%. Con questo articolo speriamo di chiarirti le idee su tale questione.

Approfondimento: cosa sono i fondi immobiliari

I fondi comuni di investimento immobiliari sono una particolare tipologia di fondi comuni che, in parole brevi, permettono di trasformare un investimento di natura immobiliare, per sua natura più lungo di un investimento mobiliare, in quote di fondo senza dover acquisire realmente un immobile.

Le loro caratteristiche specifiche prevedono che almeno i due terzi del loro patrimonio sia investito in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari.

A differenza dei fondi “tradizionali”, i fondi immobiliari prevedono il diritto al rimborso delle quote possedute unicamente a scadenza. Questo generalmente. Esistono però alcuni fondi, maggiormente liquidi, che possono prevedere emissioni successive di quote o rimborsi anticipati.

La durata di un fondo immobiliare va da un minimo di dieci anni ad un massimo di trenta. Non hanno capitale garantito, quindi il valore di rimborso verrà rilevato alla data di scadenza del fondo. Alcuni possono dichiarare un obiettivo di rendimento, distribuito attraverso dividendi di acconto sul valore finale.

Le sottoscrizioni sono possibili solo in determinati periodi e fino ad un tetto massimo deciso a monte, raggiunto il quale non sarà più possibile accedervi.

Il vantaggio principale per il cliente che sottoscrive questa particolare tipologia di fondi è legato alla possibilità di ottenere un’interessante diversificazione di portafoglio, sul medio lungo periodo, con uno strumento nuovo rispetto alla maggior parte in circolazione sul mercato (fondi comuni, obbligazioni, polizze, azioni) e correlato agli investimenti immobiliari, quindi non legato ad altri indici o mercati.

Lo svantaggio invece è che essendo, appunto, un investimento da ragionare sul medio lungo periodo, andrebbe acquistato in fase di sottoscrizione e mantenuto fino a scadenza.

Nonostante molti fondi di questo tipo siano quotati in borsa, e quindi vendibili prima della naturale scadenza, sono molto meno liquidi di altre attività finanziarie e quindi non è sempre facile realizzare nel breve periodo rischiando, proprio come accade per la vendita di un immobile, di doversi accontentare di un prezzo minore del valore.

Il fondo immobiliare Obelisco nel dettaglio

Il fondo Obelisco è un fondo di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso. Istituito a dicembre 2005 dalla Società di Gestione del Risparmio (Sgr) InvestiRE con tutte le delibere ed autorizzazioni del caso.

Il fondo prevedeva un periodo di collocamento (finestra entro la quale il cliente poteva aderire) dal 15 settembre al 22 dicembre 2005 e una scadenza di dieci anni (31 dicembre 2015); poi prorogata (sfruttando una clausola contrattuale) di ulteriori tre anni (31 dicembre 2018).

Il patrimonio iniziale del prodotto era di 172.000 euro, composto da 68.800 quote del valore nominale di 2.500€ ciascuna.
L’ISIN di riferimento è IT0003896922 ed è quotato sul mercato secondario MIV (Segmento Fondi Chiusi della Borsa Italiana).
Il fondo ha investito principalmente in immobili a Milano, Bari e Roma.

Sul sito della Sgr potete trovare il KID (contenente le informazioni chiave):
http://www.investiresgr.it/it/fondo/scheda/2/fondoobelisco

Mentre su borsa italiana potrete controllare la quotazione in tempo reale:
https://www.borsaitaliana.it/borsa/fondi/fondi-chiusi/scheda/IT0003896922.html?lang=it

Se guardiamo con attenzione il KID, documento fondamentale per avere un’idea, seppur generica, di dove si stanno investendo i soldi, il fondo Obelisco figura come un rischio 6, in una scala da 1 a 7, dove 7 è il rischio massimo.

Stiamo quindi parlando di un prodotto di investimento ad alto rischio di perdita. Le varie polemiche su questa vicenda sono nate proprio dal fatto che tale prodotto venisse proposto allo sportello degli uffici postali, dai propri dipendenti o consulenti, spesso pubblicizzandolo come un investimento redditizio e prudente (così si legge sulle varie lettere di lamentela dei consumatori).

Casi precedenti

Poste Italiane, nel corso del tempo, ha offerto ai propri clienti la possibilità di investire in ben quattro diversi fondi immobiliari con lo scopo di comprare proprietà immobiliari per poi, con la rivendita o l’affitto, distribuire i proventi derivanti agli investitori alla scadenza del fondo immobiliare.

Il 31 dicembre 2016 è scaduto il primo di questi quattro fondi, e precisamente l’IRS (Invest Real Security) non senza polemiche dato lo scarso risultato ottenuto; parliamo di una perdita del 60%, circa 1.000 euro di rimborso (considerando dividendi staccati negli anni) per quote pagate 2.500 euro cadauna.

In questo caso a metà 2017 Poste Italiane, ricordiamo principale collocatore tramite i suoi sportelli, si è impegnata di rimborsare tutti i sottoscrittori del fondo che abbiano acquistato, tramite gli uffici postali e mantenuto fino a scadenza con due modalità distinte: rimborso in denaro per gli over ottanta e sottoscrizione di una polizza vita (ramo I quindi capitale garantito) che in 5 anni dovrebbe garantire il recupero della perdita subita.

Il risparmiatore oltre ad aderire nei tempi indicati doveva anche rinunciare a chiamare le Poste in giudizio.

Chi sono i responsabili

Ufficialmente nessuna legge obbliga a rimborsare un risparmiatore quando un’operazione finanziaria chiude in perdita.

L’unica arma per il cliente è riuscire a dimostrare che non ci sia stata un’adeguata e sufficiente informazione al momento della vendita, o che ci sia comunque stata qualche altro tipo di irregolarità: non proprio la cosa più facile del mondo. Andranno accertate le cause sul pessimo andamento del prodotto, in quanto Poste Italiane si è occupata unicamente del collocamento, ma ci saranno state altre società a gestire gli investimenti in maniera superficiale, se non illecita, o le cause sono attribuibili unicamente alla crisi economica?

L’importanza della consulenza in banca

Un breve punto di attenzione va posto sul sempre più importante argomento della consulenza. È pur vero che la recente normativa MIFID dal 2018 prevede che il personale addetto alla proposizione di prodotti finanziari debba essere adeguatamente formato, ma è obbligo del risparmiatore essere informato. Sicuramente è fondamentale avere fiducia nel proprio consulente finanziario, ma sapere e capire cosa ci sta proponendo è indispensabile. Il KID, documento che deve essere obbligatoriamente messo a disposizione prima della sottoscrizione di un prodotto, ci viene incontro per questo scopo. Sono solitamente poche pagine contenenti le informazioni chiave di un investimento.

Cosa succederà a fine 2018, inizio 2019?

Non ci si aspettano particolari sorprese per fine anno, questo è sicuro (considerando che attualmente il fondo è già in liquidazione). Il 31 dicembre del 2018 si decreterà ufficialmente il deludente, se non fallimentare, andamento di questo prodotto. Le speranze sono che Poste Italiane faccia nuovamente da intermediario venendo incontro ai risparmiatori che posseggono questo fondo (così come successo in precedenza per il fondo IRS e sopra menzionato) in modo che le perdite non gravino unicamente ed esclusivamente sui clienti. Al momento tutto tace, non resta che aspettare ancora un poco.