Prestiti Pluriennali Diretti INPDAP: Regolamento 2018 2019, Moduli e Documentazione

Introduzione: perché si parla ancora di prestiti INPDAP?
Prima di fornire una panoramica generale sui prestiti pluriennali INPDAP, argomento principale di questo post, urge effettuare una precisazione relativa all’ente erogatore.

Nel momento in cui si fa riferimento ai prestiti Inpdap, la definizione in realtà non è corretta, dato che occorre parlare di prestiti INPS. Tuttavia, sono in molti, specie quelli della vecchia generazione, a formulare su Google e su altri motori l’interrogazione di ricerca prestiti INPDAP, in quanto sono ancora convinti dell’esistenza di questo ente.

I prestiti INPDAP sono stati infatti protagonisti del boom economico italiano del Dopoguerra, ma è giusto parlare di prestiti INPS o ex INPDAP, perché dal 2012 è l’INPS ad occuparsi direttamente della gestione della cosa.

I Prestiti pluriennali INPDAP

In riferimento ai prestiti pluriennali INPDAP, nome tuttora diffuso, possiamo definirli come una somma in danaro adottata per fronteggiare specifiche esigenze di tipo familiare o personale che spettano ai dipendenti pubblici o ai pensionati, necessariamente iscritti “Gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie”.

Questo è solo il principale requisito, ve ne sono però altri:

  1. 4 anni di anzianità in rapporto al servizio utile alla pensione
  2. 4 anni di versamento dei contributi in relazione alla già citata Gestione Unitaria
  3. Contratto di lavoro a tempo indeterminato

Vi è anche una casistica particolare che consente di ottenere questa tipologia di prestiti, se si ha un contratto di lavoro a tempo determinato della durata minima pari a 3 anni: in questo caso, è possibile usufruire della cessione estinguibile durante il periodo di tempo in cui si è sotto contratto a patto che si ceda il TFR come garanzia di rimborso dell’importo richiesto per il prestito.

Per ciò che concerne la presentazione della domanda, vale la pena sottolineare come questa debba avvenire entro un lasso di tempo massimo di un anno dalla documentazione di spesa o dall’evento.

Quanto dura?

La durata del prestito ammonta massimo a 5 anni. In questo caso, il piano di rimborso prevede 60 rate mensili. Una casistica molto diffusa, comunque, è quella del piano di ammortamento di durata decennale. In questo caso, il piano prevede 120 rate mensili. Cosa occorre sapere?

La rata mensile, da intendersi come quota cedibile, non può oltrepassare per importo un quinto dello stipendio al netto delle entrate. Lo stesso, per ovvi motivi, vale anche per la pensione. Quindi, come è possibile intuire, almeno in quanto a logica di funzionamento, i prestiti pluriennali INPDAP ricordano molto da vicino la Cessione del Quinto.

A quanto ammonta il tasso di interesse sulla prestazione? Il tasso di interesse nominale è del 3,50% all’anno? Che dire dell’aliquota relativa alle spese di amministrazione? Questa corrisponde allo 0,50%. Infine, il fondo per rischi ha un’apposita tabella da considerare.

Tempistiche di restituzione del prestito

A seguito dell’accettazione, occorre attendere due mesi come arco di tempo per l’avvio del rimborso del prestito.

Come ottenere prestiti pluriennali INPDAP?

Conditio sine qua non per l’ottenimento della suddetta tipologia di finanziamento è la presentazione della domanda, con tutta una serie di documenti da inviare telematicamente, sulla base di quanto indicato dalla Determinazione presidenziale n.95/2012. Il canale da utilizzare è un servizio online denominato Domande web prestiti pluriennali.

Tutti gli iscritti in servizio hanno facoltà di presentare domanda relativa all’amministrazione a cui appartengono. Capitolo pensionati: premettendo che l’iscrizione al Fondo Credito è fondamentale per avere accesso a questo finanziamento, la presentazione della domanda può avvenire direttamente online.

Cosa fare?
Occorre effettuare l’accesso all’Area Riservata del sito internet dell’INPS e compilare la domanda, da spedire online.

Essenziale che nella domanda sia allegata una documentazione, dove risultino indicati la condizione di necessità e un certificato medico (rilasciato da un medico in attività o dall’ASL) che attestino la sana costituzione fisica del diretto interessato. Il tutto entro 45 giorni dal momento di presentazione della domanda INPS Gestione dipendenti pubblici.

In estrema sintesi, per ciò che concerne la ricezione del prestito, l’INPS fa da garante sia per i lavoratori dipendenti del settore pubblico che per i pensionati: conditio sine qua non è che la formulazione della richiesta di finanziamento venga effettuata dal diretto interessato presso una banca che sia convenzionato con questo ente previdenziale.

Cosa occorre sapere?

La cessione in corso non è soggetta a rinnovo se non sono passati due anni dall’inizio dalla cessione quinquennale o in alternativa quattro anni dall’inizio della cessione decennale. Se in passato il diretto interessato non ha usufruito di cessioni di durata decennale, è possibile richiedere il prestito decennale, prima che siano passati due anni da quanto è iniziata la richiesta di prestito di durata quinquennale.

Approfondimenti: la nuova concessione

In riferimento alla nuova concessione, l’estinzione sarà anticipata e la quota del premio compensativo del rischio verrà restituita tramite compensazione. E’ possibile estinguere anticipatamente l’importo residuo da versare? Sì. E’ possibile. In quanto al richiedente, potrà procedere al rimborso tramite la restituzione della quota del fondo rischi in rapporto al periodo di abbreviazione della garanzia.

Per ovvi motivi, a fronte di estinzione del prestito rispetto al decorso normale, corrispondente a quattro anni per i prestiti decennali e a due anni per quelli quinquennali, il richiedente non potrà formulare domanda per una nuova cessione. Occorrerà attendere un anno dall’avvenuta estinzione del debito.

Novità della regolamentazione 2018 2019

Dal 1° ottobre 2011 è in vigore il nuovo regolamento che consente l’ottenimento di un prestito per l’acquisto dell’abitazione di un figlio, maggiorenne, che intenda mettere le radici per formare la sua famiglia.

Piccolo prestito INPDAP

Molto diffusa sotto questo punto di vista è il cosiddetto piccolo prestito che consente l’erogazione di mini finanziamenti di importi ad esempio attorno ai 1000 euro. La modalità di erogazione da parte dell’INPS non si discosta poi molto da quella della Cessione del Quinto, dove vale la regola del 20%, sulla base della quale la rata mensile da versare non può essere maggiore del 20% al netto delle entrate dello stipendio o della pensione. Il vantaggio di cui usufruiscono i dipendenti pubblici?

Sostanzialmente due: tasso agevolato e velocità di erogazione del credito, dato che l’importo richiesto è sempre esiguo.
Si consideri che l’unico aspetto poco pratico di questa casistica di prestito è che durando 4 anni massimo in termini di piano di ammortamento, l’importo erogato non può superare i 10.000 euro.

Conclusioni

Semplicità e agevolazione
Denominatore comune di questa tipologia di prestito è la possibilità di aiutare i dipendenti pubblici, coloro che lavorano nelle aziende statali e che fanno parte della macchina burocratica del Belpaese, di finanziare i loro progetti in modalità totalmente differenti da quelle offerte dalle banche e dagli altri istituti di credito.

Nonostante i tempi si siano accorciati rispetto al passato, va riconosciuto il fatto che le tempistiche di erogazione dei finanziamenti effettuate dagli istituti bancari e dalle agenzie finanziarie risultano ancora lente per via dei controlli che vanno effettuati in maniera rigorosa sulle garanzie del richiedente.

Nel momento in cui i dipendenti pubblici, invece, si rivolgono all’INPS, il risparmio di tempo è assicurato: è infatti possibile evitarsi tutta quella trafila burocratica e ottenere liquidità extra in tempi relativamente brevi.

A mo’ di appendice, pubblichiamo i link dove è possibile scaricare la documentazione di interesse.

 

Tags: