Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: cos’è e cosa serve

COS’E’ IL FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI E PERCHE’ NASCE

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), supervisionato dalla Banca d’Italia, è un’associazione di diritto privato, all’interno della quale devono far parte in modo obbligatorio tutte le banche italiane, istituite sotto froma di società per azioni e le banche extracomunitarie che non partecipino a sistemi equivalenti di garanzia.

Dunque, non devono partecipare a questo consorzio le Banche di Credito Cooperativo che, ad ogni modo devono associarsi al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, sempre controllato e regolamentato da uguali normative, con similari funzioni.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi nasce per difendere i risparmi, tralasciando gl’investimenti, di coloro che hanno accantonato parte dei loro guadagni, utilizzando depositi di conto corrente, certificati di deposito nominativi, conti di depposito, assegni circolari, libretti di risparmio nominativi, in Istituti dove sono presenti casi d’insolvenza, assicurando, in caso di fallimento della banca, fino a 100.000 euro, a prescindere dall’appartenenza allo stesso gruppo bancario, per depositante, per singola banca e tenendo conto che, per quel che si è scritto prima, non fanno parte della stessa tutela data dal FITD, le azioni e le obbligazioni emessi dall’organismo bancario in difficoltà.

Alle banche consorziate, comprese quelle che operano online, anch’esse obbligate a far parte al FITD, si richiede un contributo di tipo ex-post, vale a dire che lo stesso dev’essere versato nel caso in cui una delle altre banche associate subisce precarietà e, l’art.21 dello Statuto del Fondo, inoltre specifica che l’aiuto economico dev’essere tra lo 0,4% e lo 0,8% dei fondi rimborsabili complessivi.

IL CONTO CORRENTE SUBISCE SFIDUCIA?

Non si deve assolutamente dimenticare che il conto corrente è uno dei più importanti strumenti bancari, attraverso il quale, il titolare del conto, depositando, al fine di far conservare e “custodire maestosamente”, somme di denaro ad un determinato Istituto di Credito, lavoro per nulla eseguito, in passato da alcune Banche che, peccando hanno danneggiato tantissimi risparmiatori italiani, riesce ad effettuare, già da tempo anche online diverse operazioni giornaliere, come bonifici bancari, vale a dire trasferimento di denaro ad altri soggetti, accredito di stipendi o pensione, pagamenti elettronici tramite carta di credito, acquisti con immediato prelievo grazie quella di debito e pagamenti vari.

Insomma! Il conto corrente tiene in ordine i pagamenti e fa risparmiare tempo al correntista che con lo stesso, trasferisce le transazioni direttamente dall’estratto conto della sua banca e nonostante questo, purtroppo, per il tracollo di alcune banche e la crisi finaziaria, dove a pagare di questa triste situazione sono stati i correntisti, ha rischiato di perdere la sua fama e la sua popolarità, dato che, pure dai dati finanziari è emerso che in quattro anni, cioe’ dal 2013 al 2017, l’indicatore sintentico del costo annuo è aumentato del 16%, creando un importante rincaro del costo di conti operativi.

Ma ecco che, grazie l’intervento della Banca d’Italia il conto corrente non subisce sfiducia e diventa un prezioso e sovrano mezzo, non solo per poter trasferire liquidità, ma l’alternativa ai prodotti tradizionali per mettere risparmi da parte, trattandosi di un mezzo sicuro, considerando quel che prima si è suscritto, grazie la nascita del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, tenedo conto che anche i conti delle banche online garantiscono la medesima fiducia e certezza, dato che come si è precisato nei precedenti paragrafi sono obbligate, anch’esse a far parte del FITD.

CONTI CORRENTI SICURI MA CARI. COME DIFENDERSI DAGLI AUMENTI?

La Banca d’Italia, intervenendo a tutela dei risparmiatori ha garantito agli stessi, tramite diversi Istituti di restituire i soldi ai correntisti e nel contempo per le banche sono previste delle forti sanzioni nel caso in cui non rispettano le regole, soprattutto di comunicazione al proprio cliente di eventuali aumenti del costo di mantenimento del conto.

Infatti, anche il più piccolo cambiamento di tenuta conto dev’essere comunicato dalla banca due mesi prima che lo stesso avvenga, perchè il correntista ha il diritto di poter reclamare, per l’irregolarità adottata a proprio danno, anche dopo il temine di preavviso, tenendo conto che la propria banca dovrà rispondergli entro 30 giorni.

E’ naturale che se il tutto non ha procurato nessuno effetto, il cliente può servirsi dell’Arbitro Bancario Finanziario, vale a dire dell’istituto di risoluzione stragiudiziale delle controversie, tenendo conto che il modulo per far ricorso, con relative istruzioni sono disponibili sul sito internet.

QUALE OBBLIGO HANNO LE BANCHE CHE CAMBIANO IL CONTRATTO?

Le banche devono comunicare ai propri correntisti i cambiamenti delle condizioni contrattuali del conto, come scritto in precedenza, due mesi prima che avvenga la modifica del tutto, usando i vari canali disponibili, quali lettera tradizionale a casa o, la mail oppure ancora, la casella di posta nell’home banking ed hanno, altresì l’obbligo di esibire dettagliatamente le cause a sostegno dell’aumento richiesto ed informato in tempo utile, considerando che com’è giusto che la diminuzione dei tassi di mercato crei un calo della ricompesa di un deposito, non può, certamente essere considerata causa di rincaro del costo per tenuta conto.

COSA PUO’ FARE IL CORRENTISTA DELUSO?

Oltre alla strada del reclamo e al ricorso, il correntista deluso può retrocedere e cambiare conto e addirittura banca, prima che le modifiche comunicategli entrino in vigore.

La legge, oggi gli permette di semplificare la chiusura di un conto corrente, al fine di aprirne uno nuovo, anche in un’altro istituto, in poco tempo, precisando obblighi ben precisi per quello congedado. Questo grazie il decreto n.37 del 15 marzo 2017 e la conseguente direttiva europea sulla trasparenza dei servizi bancari che portano a delle procedure semplificate per il trasferimento del conto, tenendo conto che se entra in gioco una nuova banca sarà questa a doversi occupare della procedura.

Il trasloco, inoltre dev’essere fatto entro 12 giorni lavorativi, considerando che in casi di ritardo è dovuta un’indennità di 40 euro e un risarcimento, da corrispondere al cliente, da parte della banca, giornalmente e proporzionalmente al saldo del conto corrente.

E’ bene sapere che quando il cliente deve scegliere un conto nuovo, deve avere sempre più motivi per dichiarare la stessa nuova preferenza sia ancor più certa e sicura e lo può fare mettendo a confronto tutti i prodotti bancari e finanziari competitivi sul mercato, valutando delle opportune simulazioni e utilizzando i vari siti presenti su internet.

COS’ HA PORTATO IL FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEPOSITI

Grazie le disposizioni della Banca d’Italia e il pronto e attento operato del Fondo Interbancario di tutela depositi si è potuto constatare che, nonostante la crisi che da tempo addolora, angoscia e preoccupa l’Italia, i depositi tutelati dallo stesso FITD sono cresciuti del 44%, a partire dal 2007, perchè sono aumenti gli italiani che, credendo apertamente in questo consorzio, versano il proprio denaro sul conto corrente.

E’ importante precisare che il calcolo è stato eseguito per difetto, valutando il sistema Italia, dato che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi simboleggia 173 istituti, i più importanti italiani, senza considerare le Bcc e il rispettivo consorzio di garanzia.