Numero Conto Corrente da IBAN: ecco come ottenere il Numero del Conto

IBAN rappresenta l’acronimo di “International Bank Account Number“, vale a dire “Identificativo internazionale del conto corrente bancario” e costituisce il codice unico utilizzato per identificare, a livello internazionale, un conto corrente bancario ed il suo intestatario.

Dal 2008, l’IBAN ha sostituito, in Italia, le coordinate bancarie (ABI, CAB, numero di conto corrente) quale strumento necessario per l’esecuzione di pagamenti come i bonifici (nazionali e transfrontalieri).

L’obbligatorietà dell’utilizzo dell’IBAN in sostituzione delle tradizionali coordinate bancarie, oltre a consentire semplicità e praticità nelle transazioni economiche e finanziarie, è fortemente connesso con la volontà dell’Unione Europea di rendere effettiva (ed efficace) l’istituzione della SEPA (Single Euro Payments Area, che verrà trattata più oltre, in uno specifico paragrafo).

L’articolazione e la composizione del codice IBAN, per le nazioni europee, è regolata dalle disposizioni emanate dall’ECBS (European Committee for Banking Standards) e recepite dalle Banche centrali dei singoli paesi.

Nello standard italiano, gli ultimi dodici caratteri corrispondono al numero di conto corrente: e quindi possibile ricavare molto facilmente il numero di conto a partire dall’IBAN, isolando gli ultimi dodici caratteri (si tenga presente che eventuali “zeri” posti all’inizio della sequenza alfanumerica possono essere ignorati in quanto hanno la mera funzione di “riempitivo”).

Articolazione del codice IBAN

La struttura e la lunghezza del codice IBAN variano da paese a paese ma, a prescindere dalle specificità locali, esso consente di identificare la nazione, la banca, lo sportello (qualora necessario) ed il numero di conto corrente.

Il codice è formato da una sequenza alfanumerica (solo cifre e lettere) composta da un minimo di 23 caratteri (ma in alcuni paesi si arriva fino a 34) e viene calcolato secondo criteri stabiliti dalla Banca Centrale di ogni singola nazione. L’unico vincolo che deve essere rispettato, come si è già accennato, è il seguente: l’IBAN deve consentire, a livello nazionale e internazionale, di identificare in maniera esclusiva ed univoca ogni conto corrente.

In Italia l’IBAN è una sequenza alfanumerica di 27 caratteri composta da sezioni standardizzate, all’interno delle quali possono variare le cifre (o le lettere) al fine di rendere univoca l’identificazione del cliente (e del soggetto intestatario).

Per ricavare l’IBAN occorre, per prima cosa, procedere a identificare il BBAN (Basic Bank Account Number), vale a dire il codice di identificazione nazionale del conto corrente medesimo.

Struttura e articolazione del codice BBAN

In Italia il codice BBAN è sempre costituito da una sequenza alfanumerica di 23 caratteri, formata da sezioni standard composte dal cosiddetto CIN (“Control Internal Number”), dall’ABI della banca, dal CAB dello sportello o filiale e dal numero di conto corrente.

CIN – Numero di controllo interno

Il CIN, costituito da una lettera maiuscola, rappresenta una cifra di controllo della correttezza dei dati inseriti all’interno del BBAN.

Il valore del CIN, in effetti, viene calcolato attraverso uno specifico algoritmo a partire dal codice ABI, dal CAB e dal numero di conto corrente e consente di evitare errori di natura formale o operativa.

Codice ABI della banca

Questo codice, attribuito a tutti gli istituti bancari italiani dall’Associazione Bancaria Italiana (da cui trae il nome) identifica in maniera univoca la banca.

Il codice è sempre formato da cinque cifre; qualora il codice sia più breve (nella maggior parte dei casi è formato da sole 4 cifre) viene aggiunto uno “zero” all’inizio (esempio: 09999).

In alcuni documenti, in coda al codice ABI può essere indicato un’ulteriore cifra che funge da codice di controllo (ad esempio, 09999.1): questa cifra non va inserita nel BBAN (così come nell’IBAN).

Codice CAB dello sportello (o filiale)

Il codice CAB – Codice Avviamento Bancario – associato allo sportello presso cui è acceso il conto corrente è formato da cinque cifre e, in analogia al CAP (Codice Avviamento Postale), identifica il Comune in cui è sita la filiale (ad esempio, il CAB di Modena è 12900) in questione.

Qualora in uno stesso Comune siano presenti più filiali di una medesima banca, si utilizzano CAB progressivi e diversi per ogni singola filiale (ad esempio, 12900, 12901, 12902 e così via).

Numero del conto corrente

Si tratta del codice alfanumerico attribuito dalla banca al rapporto di conto corrente, espresso in una sequenza di caratteri.

Qualora l’identificativo del conto corrente fosse composto da meno di dodici caratteri (ad esempio perché il criterio di numerazione adottato dall’istituto prevede l’utilizzo di un numero minore di cifre), il numero viene fatto precedere da tanti zeri quanti sono necessari a raggiungere le 12 cifre (ad esempio, il conto 12345 diventa 000000012345).

Eventuali caratteri speciali (come ad esempio “-” o “/”) presenti nell’identificativo del conto corrente attribuito dalla banca non devono essere inseriti nel BBAN.

Esempio di codice BBAN

In base a quanto detto sino a qui, in Italia, il codice BBAN standard appare nella forma di seguito esemplificata:
X 12345 12345 1234567890AB (vale a dire CIN – ABI – CAB – Conto corrente)

Calcolo del codice IBAN

Una volta identificato il codice BBAN, l’IBAN si ricava facilmente aggiungendo all’inizio il codice paese, formato da due lettere (sigla internazionale ricavata secondo quanto previsto dallo standard ISO 3166) – per l’Italia è sempre IT – e un ulteriore numero di controllo (“CIN Europeo”) formato da due cifre.

Per questo motivo, in Italia, l’IBAN è sempre formato da 27 caratteri (IT + CIN + BBAN) come nell’esempio seguente:

IT 12 X 12345 12345 1234567890AB (Codice Paese – CIN Europeo – CIN Nazionale – ABI – CAB – Conto corrente)

Come ricavare il numero di conto corrente dal Codice IBAN

Come già evidenziato all’inizio, nello standard italiano, all’interno del codice IBAN il numero conto corrente è rappresentato dagli ultimi dodici caratteri: per ricavarlo è quindi sufficiente isolare la parte conclusiva del codice (ultime 12 cifre) provvedendo poi a togliere eventuali “zeri” che fossero stati inseriti come riempitivo per completare le dodici cifre necessarie.

Come e dove ottenere i codici BBAN e IBAN relativi al proprio conto corrente

I codici BBAN e IBAN vengono solitamente consegnati dalla banca all’atto dell’apertura del rapporto di conto corrente.

Sono inoltre riportati su tutte le comunicazioni ufficiali inviate dalla banca relativamente al conto corrente (in particolare sugli estratti conto periodici) e sono disponibili sulle pagine web dei servizi di home banking offerti dagli istituti.

In ogni caso, è possibile richiederli in qualsiasi momento alla propria filiale ma, al giorno d’oggi, possono essere calcolati con estrema facilità sulla base del codice ABI, CAB e del numero di conto corrente, utilizzando uno dei numerosi siti internet presenti in rete (tra cui quelli di svariati istituti bancari) che forniscono il servizio.

La SEPA – Area unica dei pagamenti in Euro

La SEPA è una zona in cui i cittadini europei (sia le persone fisiche che le imprese e le amministrazioni pubbliche), per effettuare o ricevere pagamenti denominati in Euro, possono usufruire di sistemi di pagamento armonizzati per quanto riguarda strumenti, standard di comunicazione, infrastrutture e flussi.

Tra gli strumenti di pagamento elettronici impattati dalla SEPA, i più importanti sono i bonifici (o SCT – SEPA Credit Transfer), gli addebiti diretti (i vecchi “RID”, oggi denominati SDD – SEPA Direct Debit) e le carte (di credito o di debito).

La SEPA comprende tutti i paesi dell’Unione Europea (sia quelli, come Italia, Francia o Spagna, che hanno adottato l’Euro come divisa ufficiale; sia quelli, come la Danimarca o la Svezia, che non l’hanno adottato come valuta ma effettuano pagamenti in Euro) cui devono essere aggiunti Città del Vaticano, Andorra, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Principato di Monaco, Svizzera e San Marino.

Con SEPA, effettuare un pagamento in Italia è identico ad trasferire denaro dall’Italia a, per esempio, la Spagna o la Francia.

Caratteristiche del BIC

Il codice BIC (anche detto ISO 9362) è formato da 11 caratteri alfanumerici di cui gli ultimi tre sono opzionali.

I primi quattro indicano la banca, i successivi due la nazione (anche in questo caso, secondo quanto previsto dallo standard ISO 3166 – ad esempio, per l’Italia “IT”) e ulteriori due per identificare la città in cui la banca ha la propria sede centrale. Possono inoltre essere aggiunti altri tre cifre (opzionali) che identificano lo sportello (in caso contrario, gli ultimi tre caratteri saranno XXX).

Quando si utilizza il codice nella forma a otto cifre seguite da XXX, il pagamento viene diretto sulla sede centrale della banca che provvederà poi, sulla base delle informazioni contenute nell’IBAN, a smistarlo alla filiale destinataria; quando invece si aggiungono anche i restanti tre caratteri, si indirizza il pagamento direttamente allo sportello specifico presso cui è acceso il conto corrente del soggetto beneficiario.

Il codice BIC è assegnato ad ogni banca dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali) e, per questo, viene spesso chiamato codice SWIFT.

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