Imposta di Bollo Conto Deposito: il costo e chi la paga

Con un mercato finanziario caratterizzato ormai da anni e anni di tassi di interessi molto bassi dovuto in particolar modo alle politiche monetarie espansive messe in atto dalle banche centrali dei diversi Paesi i risparmiatori che cercano di ottenere dei rendimenti interessanti per far fruttare al meglio i propri risparmi non possono far altro che scendere in campo e vagliare le più svariate possibilità di investimento.

Tra tutte le possibilità di investimento presenti oggi una delle più adottate dagli italiani, vuoi per la semplicità, vuoi per la sicurezza o perché delle volte riescono ad offrire dei tassi di interesse estremamente competitivi, troviamo il conto deposito.

Bisogna però stare sempre all’erta quando si decide di effettuare un investimento perché oltre alle clausole contrattuali da tenere sempre ben in considerazione bisogna conoscere nel dettaglio anche il regime fiscale a cui è sottoposto il nostro investimento, in particolare parlando di conti deposito bisogna far attenzione e capire cos’è, quanto costa e chi paga l’imposta di bollo sul conto deposito.

Nonostante possa sembrare davvero molto difficile addentrarsi all’interno di materie appartenenti al diritto tributario caratterizzate da una serie infinita di riferimenti normativi e richiami alle circolare dell’Agenzia delle Entrate, non bisogna lasciarsi spaventare perché in fin dei conti il meccanismo di applicazione dell’imposta di bollo non è poi così complicato se viene spiegato con parole semplici e con esempi.

Cos’è l’imposta di bollo

L’imposta di bollo, come possiamo capire già dal termine imposta è un tributo che bisogna versare allo Stato affinché questo possa far fronte alle spese tipiche della sua figura. Più nel dettaglio l’imposta di bollo è un’imposta indiretta, per meglio capire questa denominazione è importante effettuare due distingui tra le imposte e le tasse.

Le tasse sono dovute dai contribuenti per l’ottenimento di specifici servizi da parte dello Stato (o meglio da parte di uno degli enti pubblici statali) si pensi banalmente alle tasse universitarie dovute per poter frequentare l’università.

Le imposte invece sono dovute dal contribuente in maniera non collegata rispetto all’ottenimento di un particolare servizio da parte dello Stato, si dice che in questo caso il contribuente contribuisce alla fiscalità generale dello Stato.

Le imposte a loro volta si distinguono in imposte dirette, come lo è l’IRPEF ad esempio, che sono direttamente collegate al reddito (più precisamente alla capacità contributiva) del contribuente, e in imposte indirette, come lo sono l’IVA e appunto l’imposta di bollo, che trovano come presupposto dell’imposizione fiscale soltanto il momento in cui il soggetto manifesta la propria capacità contributiva (un esempio molto facile: nell’iva il presupposto impositivo e quindi la manifestazione della capacità contributiva si ha quando il soggetto effettua l’acquisto di un bene o di un servizio e quindi su tale acquisto si calcolerà l’IVA).

Cos’è l’imposta di bollo sul conto deposito

Capito cosa si intende per imposta di bollo in generale è importantissimo sapere che l’imposta di bollo, oltre a tutti gli altri casi previsti dalla legge, si applica anche ai prodotti finanziari. L’imposta di bollo graverà quindi sia sul conto corrente, sia sul conto deposito, che sul deposito titoli e quindi questa imposta indiretta sarà applicata in misura proporzionale alla somma di denaro che abbiamo depositato sul conto deposito.

E’ fondamentale perciò conoscere bene il meccanismo dell’imposta di bollo in quanto solo così saremo in grado di conoscere il rendimento netto del conto deposito.

Quanto è l’imposta di bollo sul conto deposito?

E’ molto semplice e facile da ricordare: l’imposta di bollo sul conto deposito è pari allo 0,20% del deposito, ciò significa che sulle somme depositate dal risparmiatore all’interno del conto deposito sarà necessario calcolare il 2 per mille in quanto questa percentuale costituirà l’imposta dovuta all’erario in termini di imposta di bollo sui conti deposito.

Infatti l’imposta di bollo è proporzionale alla quantità depositato su di esso.

Chi paga l’imposto di bollo sul conto deposito?

L’imposta di bollo sul conto deposito in misura del 2 per mille è dovuta da tutti i soggetti che possiedono un conto deposito sia che questi siano persone fisiche sia che questi siano persone giuridiche con però un’importante differenza in merito al tetto massimo di imposta di bollo a cui il contribuente si ritrova essere assoggettato.

In particolare le persone giuridiche sono soggette all’imposta di bollo per un tetto massimo di 14.000 euro mentre le persone fisiche non godono del vantaggio del tetto massimo infatti per esse non è previsto un limite massimo entro cui trova applicazione l’imposta d bollo.

Diciamo che quello che in realtà rappresenta un grosso svantaggio in realtà non lo è perché la maggior parte dei risparmiatori non possiede una cifra simile, infatti un’imposta di bollo pari a 14.000 euro sarà dovuta quando sul conto deposito del contribuente sarà presente un saldo di bene 7 milioni di euro, insomma cifre non propriamente irrisorie.

Quanto è l’imposta di bollo sul conto deposito: approfondimento

Quando si sceglie di investire i propri risparmi in un conto deposito una delle caratteristiche del conto deposito che dovremmo tenere ben in considerazione e che dovrebbe farci protendere per la sottoscrizione di uno piuttosto che un altro conto deposito sta nel periodo di rendicontazione.

Probabilmente molti di voi hanno sempre sottovalutato, ritenendo inutile questo aspetto ma in realtà nei conti depositi questo gioca un ruolo fondamentale per l’applicazione dell’imposta di bollo e quindi inevitabilmente sul guadagno netto che il conto deposito ci frutterà (al netto dell’imposta di bollo).

Il pagamento dell’imposta di bollo è dovuto alla data di ogni rendicontazione, ciò banalmente significa che conti deposito di diverse banche con tassi di interesse identici possono offrirci dei guadagni netti sensibilmente differenti proprio in virtù del fatto che tali conti deposito possano avere periodi di rendicontazione differenti tra loro.

Questo perché se alla data in cui la banca effettua la rendicontazione il conto deposito risulta essere pieno allora si applica normalmente la percentuale vista prima del 2 per mille, se invece alla data di rendicontazione il conto deposito risulta essere vuoto allora non si applicherà più l’imposta di bollo proporzionale in misura del 2 per mille bensì si applicherà la misura minima dell’imposta di bollo ovvero 1 euro.

Nonostante possa sembrare complicato con qualche esempio capiremo come effettivamente funziona il meccanismo per calcolare correttamente l’imposta di bollo sul conto deposito.

Esempio: Per semplicità considereremo un caso in cui la banca rendiconti al 31/12, supponendo di aver depositato 20.000 euro il 01/01/2018 con vincolo di 1 anno scadenza 01/01/2019 al 31/12/2018 l’imposta di bollo dovuta sarà di 40 euro. Mentre se il vincolo fosse stato di 6 mesi e quindi con scadenza 01/07/2018 allora al 31/12 poiché il conto deposito risulterà vuoto l’imposta di bollo sarà dovuta in misura minima ovvero 1 euro.

Inoltre, nel caso in cui il conto deposito è pieno alla data della rendicontazione l’imposta di bollo è dovuta in misura proporzionale alla durata del vincolo, cioè: dovremmo applicare l’aliquota proporzionale al capitale depositato e moltiplicarlo per i giorni effettivi di deposito.

Esempio: supponendo che la banca rendiconti il 31/12 e avendo depositato 20.000 euro il 01/12 l’imposta di bollo si calcolerà nel seguente modo 20.000*0,2%*31/365 ovvero sarà pari a 3,40 euro.