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Banca Monte dei Paschi di Siena: una storia secolare

Sembra quasi incredibile anche in un Paese come l’Italia che vanta tradizioni secolari, eppure esistono degli istituti di credito che affondano le proprie radici nell’era rinascimentale. Monte dei Paschi di Siena è il primo istituto di credito registrato al mondo tutt’ora in attività: la città senese e la sua banca risultano indissolubilmente legate e impegnate nel mantenere vivo il legame con le proprie tradizioni.

Il fatto che Banca Monte dei Paschi di Siena sia famosa per essere la più antica banca nota arrivata ai nostri tempi e questo ne faccio l’istituto di credito più longevo ad ora rappresenta di per sé un record valido da tenere sempre a mente, soprattutto per quanto riguarda la stabilità percepita dell’ente stesso. Essa è nota anche per le origini particolari della sua storia, che differiscono di molto dall’idea che si ha oggi sui moderni istituti di credito.

Nel lontano 1472, vent’anni prima che venisse scoperto il luogo che avrebbe fatto della finanza uno dei suoi motori principali, a Siena venne istituito un Monte di Pietà, una sottospecie di organizzazione comunale che era volta a venire incontro alle esigenze delle classi disagiate che all’epoca popolavano la città di Siena per una gran parte.

L’istituto, fondato dalle Magistrature di Siena, era noto con il nome di Monte Pio ed era legato all’erogazione di prestiti riservati esclusivamente ai ceti meno abbienti, che venivano garantiti senza interessi per favorire un maggiore benessere all’interno della città.

Il legame con un aspetto mecenatistico e di beneficenza rimane anche ai giorni nostri, infatti Monte dei Paschi di Siena vanta una collezione artistica notevole, che a partire dal 2016 ha un sito consultabile pubblicamente interamente dedicato alla promozione delle opere d’arte.

Forti legami con le istituzioni: il profilo societario nel ventesimo secolo

Da quella data sono passati secoli e di conseguenza è cambiato moltissimo: l’odierno Monte dei Paschi di Siena costituisce il quarto gruppo bancario italiano per dimensioni e volumi di fatturato, un risultato davvero notevole se si pensa che i primi tre posti sono occupati da gruppi come Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM.

Non è difficile immaginare che con una lunga storia secolare, la configurazione di questo istituto di credito sia cambiata, a volte anche in maniera estremamente radicale, fino ad arrivare completatamente trasfigurata ai giorni nostri.

Uno dei momenti sicuramente chiave della storia recente di Banca Monte dei Paschi di Siena si è registrato nel 1936, al pieno culmine del Ventennio fascista, quando il Monte dei Paschi venne dichiarato un istituto di credito che rispondeva a un profilo di diritto pubblico. Una scelta che rispecchiava di molto l’ideologia fasciata e che di conseguenza si è tradotta nell’adozione di uno statuto completamente nuovo da parte della banca.

Nonostante abbia subito numerose modifiche – a tratti anche sostanziali – lo statuto è rimasto in vigore e attivo fino a tempi molto recenti. Infatti, la banca ha mantenuto il medesimo statuto fino al 1995, di fatto preservando il proprio carattere pubblico. Secondo quanto dichiarato all’interno del documento in virtù del profilo societario alla scelta dei vertici partecipavano in maniera attiva gli enti autonomi sia livello cittadino sia a livello regionale.

Banca Monte dei Paschi di Siena oggi: cosa è cambiato

Tutto questo è cambiato nel 1995, al culmine di un periodo che nei cinque anni precedenti aveva visto delle grandi innovazioni all’interno dell’istituto stesso, che spesso hanno preceduto scelte e direzioni che sarebbero poi state imitate a un livello più ampio anche da altre banche.

Ad esempio, è fondamentale sottolineare la scelta di diversificare la propria gamma di attività, con il lancio di un ramo noto come Monte dei Paschi Vita che si occupava di fornire servizi di assicurazione generali sulla vita delle persone.

Questa decisione si è rivelata precorrere un ruolo che tuttora le banche esercitano in maniera decisa. Infatti, gli aspetti legati alle assicurazioni e quelli definiti collaterali rappresentano una fetta importante di introiti per gli istituti di credito al giorno d’oggi.

Nonostante Monte dei Paschi di Siena abbia una storia secolare, questo non si è tradotto in un’immobilità o in processi decisionali eccessivamente lunghi. Al contrario, il carattere innovativo di alcune scelte imprenditoriali hanno permesso al gruppo di conservare nel corso degli anni la sua attrattiva nei confronti dei mercati e degli investitori. Al momento, il Monte dei Paschi di Siena risulta attivo su tutto il territorio nazionale e anche su alcune delle piazze internazionali più importanti.

Titolo Monte dei Paschi di Siena: le forti oscillazioni

Risulta davvero quasi superfluo sottolineare quanto Banca Monte Dei Paschi di Siena abbia conosciuto un periodo di forte turbamento che è risultato ovviamente in una notevole perdita di credibilità nei confronti degli acquirenti del titolo, che negli ultimi anni si sono dimostrati molto meno fiduciosi rispetto alle potenzialità del titolo di generare valore oppure in alcuni casi si sono affrontati a cedere le azioni del gruppo sperando di contenere i danni.

Le vicende giudiziarie che hanno avuto inizio nel 2013 e hanno coinvolto Monte dei Paschi di Siena, nonché una serie di istituti di credito, hanno sconvolto il panorama delle banche, portando molti a interrogarsi sul futuro di questo titolo, che infatti è stato ritirato dalla Borsa.

Da quel momento, Fondazione del Monte di Paschi di Siena non è più l’azionista di maggioranza e possiede ad oggi solo l’1,5% delle quote. Un momento fondamentale degli ultimissimi tempi si è avuto proprio l’anno scorso nel 2017, quando lo Stato ha fatto il proprio ingresso nel capitale di Monte dei Paschi di Siena, di fatto salvando la società e divenendo il primo azionista in quanto ne detiene il 68% del capitale sociale.

Il ritorno in Borsa di Monte dei Paschi di Siena si è registrato quasi un anno fa il 25 ottobre del 2017 ed è stato sicuramente un momento importante per il mondo della finanza e del credito italiano.

Il titolo ha conosciuto un rialzo dovuto alla rinnovata fiducia dei mercati, grazie alla presenza statale e dell’altro socio rilevante all’interno del profilo societario, Generali S.p.a.

Azioni BMPS: anticipazioni per l’anno 2019

Nonostante – o forse proprio in virtù – delle recenti vicissitudini giudiziarie, che hanno costretto la banca a rivedere il proprio assetto e a ricostituirsi a livello profondo, sono in molti coloro che hanno già riconfermato la propria fiducia nella direzione intrapresa dalla Banca, acquistando le sue azioni.

Oggi l’istituto di credito senese è dotato di un enorme appeal dal punto di vista speculativo: esso infatti rappresenta un investimento davvero appetibile per tutti gli investitori che dimostrano una forte propensione al rischio e che, grazie alla propria esperienza con il gioco in Borsa, riescono a prevenire ed eventualmente arginare le perdite che dovessero divenire in alcuni casi anche ingenti.

Tutto ciò ovviamente si contrappone a un guadagno potenziale che presenta davvero degli ottimi margini. Ecco che il rischio collegato a questo tipo di azioni è sicuramente più alto rispetto a titoli che vantano una stabilità e una sicurezza più inossidabili, ma consente al contempo di speculare con risultati più soddisfacenti per quanti amano il brivido dell’investimento.

Il titolo infatti è sottoposto a un alto tasso di volatilità, che si denota dall’analisi giornaliera del suo andamento, il che lo rende ideale per chi acquisisce azioni rischiose ma con ottime prospettive di guadagno.

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